
Il palco dell’Ariston si trasforma in un tempio della memoria e degli affetti per Serena Brancale. La cantante pugliese, dopo il successo travolgente di Anema e Core, torna alla 76esima edizione del Festival con una veste profondamente intima, portando in gara il brano “Qui con me”. La canzone è una dedica struggente alla madre Maria, scomparsa nel 2020, e per onorarne il ricordo l’artista ha scelto di avere accanto a sé la sorella Nicole Brancale nel ruolo di direttrice d’orchestra. Una collaborazione che non è solo professionale, ma il coronamento di un desiderio familiare che affonda le radici nel talento trasmesso dalla madre, anch’essa musicista.
Nicole, più grande di sette anni, è una pianista diplomata al Conservatorio e insegnante di musica che ha fatto dell’arte il fulcro della propria vita. Serena ha spiegato come il legame con lei sia stato determinante per la sua crescita: “È stata una fortuna avere una sorella più grande musicista che portava avanti il suo sogno, il suo lavoro, la sua passione: io mi sono cibata di quello. Io e lei viviamo in maniera molto unita qualsiasi tipo di emozione, di dolore, ma anche di scontro o di discussione”.
Il sogno di Maria e la forza di una promessa
La presenza di Nicole sul podio non è una coincidenza, ma la realizzazione di una volontà precisa. “Se mai fossi tornata a Sanremo, mamma voleva che fosse Nicole a dirigere l’orchestra”, ha confessato Serena, che vede nella sorella un vero e proprio portafortuna. Il brano in gara diventa così un ponte tra passato e presente, un modo per dare voce a un’assenza che si fa presenza costante attraverso le note. Sui social, l’artista aveva già espresso questa missione con parole cariche di amore: “Sarò la tua voce. Le tue mani, il tuo orgoglio. E sarò forte. Te lo prometto. Più forte di prima. Forte come solo tu eri. Ciao Luce mia, amore mio infinito”.
L’esibizione a Sanremo 2026 sancisce così l’unione definitiva delle sorelle Brancale, capaci di trasformare il dolore per la perdita in una performance magica. Il sogno di mamma Maria è diventato realtà per la seconda volta consecutiva, regalando al pubblico un momento di rara verità artistica.


