
Il mondo del giornalismo e dell’alta moda piange la scomparsa di una delle sue firme più autorevoli e cosmopolite. Si è spenta improvvisamente nella sua casa romana, all’età di 80 anni, Daniela Petroff, la storica corrispondente che per oltre quattro decenni ha raccontato l’eccellenza del Made in Italy al pubblico americano. Nata in Germania nel 1945 ma cresciuta tra Parigi e New York, Petroff era un punto di riferimento per l’Associated Press, testata per la quale ha documentato l’ascesa dei giganti del calibro di Valentino, Versace e la dinastia Missoni. La notizia del decesso è stata confermata dal marito, Victor Simpson, celebre ex corrispondente dell’Ap in Italia, il quale ha spiegato che la giornalista si stava riprendendo da una recente caduta.
Prima di diventare la voce della moda milanese, Petroff aveva costruito una carriera solidissima collaborando con il Chicago Tribune e il magazine Time, ricoprendo anche il ruolo di reporter vaticanista. Il suo ultimo contributo professionale risale allo scorso settembre, un articolo toccante scritto per commemorare la scomparsa di Giorgio Armani, chiudendo idealmente un cerchio iniziato ai tempi dei primi passi dello stilista.
Una vita segnata dal dolore e dalla rinascita
Dietro i riflettori delle passerelle di Gucci nell’era di Tom Ford o di Fendi sotto la guida di Karl Lagerfeld, la vita di Daniela Petroff è stata segnata da una tragedia indicibile. Il 27 dicembre 1985, durante il feroce attacco terroristico palestinese all’aeroporto di Fiumicino, la coppia perse la figlia di soli 11 anni, Natasha, la vittima più giovane delle dodici accertate. In quella strage rimasero feriti anche lo stesso Victor Simpson e l’altro figlio, Michael. Due anni dopo quella ferita insanabile, la nascita della piccola Debbie portò un raggio di luce tale che persino Papa Giovanni Paolo IIvolle telefonare personalmente alla giornalista per congratularsi e manifestarle il suo affetto.
Oltre all’impegno professionale, Daniela Petroff ha dedicato le sue energie alla formazione, ricoprendo il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione della Scuola Internazionale Marymount di Roma. Lascia un’eredità fatta di stile, rigore e una resilienza fuori dal comune.


