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Italia, veleno per topi all’asilo nido: “Trappole manomesse, i bimbi…”. Gravissimo

Pubblicato: 27/02/2026 09:33

La sicurezza negli spazi dedicati ai più piccoli torna prepotentemente al centro del dibattito a Monza, dopo l’inquietante episodio che ha visto due bambini dell’asilo nido Cederna entrare accidentalmente in contatto con una scatola di veleno per topi. A poco più di una settimana dall’incidente, l’amministrazione comunale ha varcato la soglia dell’emergenza disponendo un piano di controlli straordinario che ha setacciato ogni singolo edificio scolastico della città. Non si è trattato di una banale verifica di routine: l’obiettivo era accertare lo stato di circa 500 postazioni tra nidi, scuole dell’infanzia e istituti comprensivi, andando ben oltre i quattro sopralluoghi annuali previsti dal contratto di servizio.

Le operazioni, coordinate dall’Ufficio Giardini con il supporto di tecnici specializzati, hanno portato alla luce dettagli che sollevano interrogativi inquietanti sulla gestione delle esche. Sebbene l’ultimo controllo dell’8 gennaio non avesse evidenziato anomalie, la nuova ispezione a tappeto ha rivelato che solo in due complessi — la Citterio e la Omero — i dispositivi erano non conformi e sono stati sostituiti.

Manomissioni sospette e sicurezza ripristinata

Il dato più allarmante emerso dai riscontri riguarda la possibile azione di ignoti: in diverse strutture le cassette erano state spostate e i sistemi di ancoraggio apparivano danneggiati. La situazione al nido Cederna è stata la più critica; il sindaco Paolo Pilotto, recatosi sul posto per un sopralluogo urgente, ha constatato come diverse stazioni presentassero fascette recise e supporti mancanti. Fortunatamente, l’allarme sanitario è rientrato dopo che i 15 piccoli coinvolti sono stati dimessi dall’Ospedale San Gerardo senza conseguenze gravi.

Tuttavia, resta il mistero su chi possa aver manomesso i contenitori. L’assenza di telecamere nell’area esterna del nido rende difficile l’identificazione di eventuali responsabili, spingendo il Comune a valutare seriamente l’installazione di un sistema di videosorveglianza per blindare i perimetri scolastici. La priorità resta quella di garantire che episodi simili non si ripetano, trasformando una negligenza o un atto vandalico in una potenziale tragedia.

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