
Nemmeno una diva di calibro internazionale come Laura Pausini può resistere a oltranza al richiamo del comfort, specialmente dopo ore di diretta sotto le luci della ribalta. Durante la terza serata del Festival, la cantante e conduttrice ha deciso di rompere il protocollo dell’eleganza assoluta con un gesto che ha immediatamente conquistato il web. Dopo aver sfoggiato una serie di outfit ricercati e preziosi, Laura ha messo da parte i tacchi vertiginosi per presentarsi davanti al pubblico con un paio di decisamente più accoglienti pantofole di peluche nere.

L’ironia della Pausini è esplosa nel confronto ravvicinato con la super top model russa Irina Shayk, ospite d’onore della serata. Nonostante la Shayk avesse dichiarato apertamente la sua ammirazione definendo Laura la sua “cantante preferita”, la padrona di casa non ha perso l’occasione per scherzare sulla loro evidente differenza di attitudine verso il glamour estremo. Vedendo la modella sfilare impeccabile in abito nero, la cantante ha commentato con la sua solita verve: “Che gran pezzo di ragazza”, per poi incalzarla con un quesito esistenziale sulle calzature: “Ma tu come fai? Io ho i piedi a zampogna!”.
Il “piede a zampogna” e la rivoluzione delle ciabatte
L’espressione, diventata istantaneamente virale, descrive perfettamente quel senso di gonfiore e fastidio che solo ore di costrizione in sandali stretti possono generare. Ma la Pausini non si è limitata alle parole. Verso la fine della kermesse, dopo oltre quattro ore di conduzione, ha deciso che il limite era stato superato. È rientrata in scena avvolta in un magnifico abito di paillettes, ma con i piedi finalmente liberi dai tacchi, optando per le calzature “pelose” e ammettendo con estrema schiettezza: “Ho una certa età, non ce la facevo più!”.
Questo strappo alla regola ha mostrato ancora una volta il lato umano e genuino di un’artista che, pur potendo contare su gioielli da sogno e abiti d’alta moda, preferisce la verità di un piede riposato alla sofferenza del red carpet. Un momento di autenticità che ha reso la kermesse un po’ più vicina alla realtà di tutti i giorni.


