
Dopo le multe salatissime comminate dalla Rai ad Amadeus e Chiara Ferragni per Instagram (175.000 euro) e per John Travolta (206.000 euro, solo Amadeus coinvolto), l’attenzione sulla pubblicità occulta a Sanremo resta massima. Qualsiasi ambiguità tra artista e brand può diventare motivo di indagine interna.
In questo contesto rientra il caso di Malika Ayane e del marchio cosmetico Veralab. La canzone della cantante si intitola “Animali notturni”, lo stesso nome di un kit cosmetico appena lanciato dal brand, composto da Contorno Occhi e Patch personalizzati con la dicitura “Featuring Malika Ayane”.
Ieri, Malika ha postato sui social il prodotto con l’hashtag #adv, segnalando quindi la natura commerciale della collaborazione: “Rimedi diurni per animali notturni”, scriveva l’artista sotto una foto. Formalmente, nulla di irregolare, ma il fatto che il titolo del brano coincida con il prodotto ha acceso il dibattito sul co-branding implicito e sul rischio di pubblicità indiretta sul palco della Rai.
A quanto si apprende, la Rai non era a conoscenza di questo abbinamento tra il titolo della canzone e il prodotto. Per questo motivo l’azienda ha avviato verifiche per raccogliere tutti gli elementi necessari a valutare la vicenda, le eventuali responsabilità e, se opportuno, tutelare i propri diritti, come già fatto in passato per altre situazioni analoghe, ad esempio nel caso John Travolta-Upower.

La Rai è particolarmente attenta ai rischi relativi alla pubblicità occulta. Il Regolamento del Festival e gli accordi con artisti e case discografiche vietano espressamente qualsiasi attività qualificabile come pubblicità occulta, e tale divieto viene ribadito a tutti i partecipanti – per iscritto – il sabato precedente l’inizio del Festival. I partecipanti vengono avvisati che “non sono in alcun modo ammesse operazioni volte a sfruttare il palco del Festival per improprie operazioni promo-pubblicitarie”.
Il punto delicato resta il confine tra libera espressione artistica e promozione indiretta. La canzone di Malika, sebbene non citi il brand direttamente sul palco, può essere percepita come legata al prodotto dai consumatori, e questo è ciò che la Rai sta valutando con attenzione.
La vicenda ha subito attirato l’attenzione dei social e della stampa, con critiche di Lucarelli e altri opinionisti che hanno sottolineato come il confine tra musica e marketing sia sempre più sottile, generando polemiche sul rispetto delle regole e sull’equità verso gli altri artisti.

Al momento, l’entourage di Malika sottolinea che l’accordo con Veralab “non è legato a Sanremo, ma all’artista, e tutte le linee guida del Festival sono rispettate. Nessun contenuto è stato realizzato nei luoghi di Sanremo, né è presente hashtag che rimandi al Festival”.
Resta comunque un caso unico nel panorama di Sanremo: pochi altri artisti hanno brani che coincidono con prodotti commerciali di cui sono testimonial, senza dichiarazione esplicita sul palco, creando un precedente di co-branding sottile che la Rai sta ora valutando con la massima attenzione.


