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Tram deraglia in viale Vittorio Veneto a Milano, due morti e 54 feriti: ipotesi malore per il conducente, chi sono le vittime

Pubblicato: 27/02/2026 23:37

Il tragico incidente avvenuto oggi nel cuore di Milano ha scosso profondamente l’intera cittadinanza, trasformando un normale pomeriggio di transito in uno scenario di soccorsi frenetici e dolore. Un tram della linea urbana è deragliato in viale Vittorio Veneto, terminando la sua corsa contro un palazzo adiacente ai Bastioni di Porta Venezia. Il bilancio provvisorio è drammatico e parla di due vittime accertate e almeno quaranta feriti, di cui alcuni in condizioni critiche. La violenza dell’impatto è stata tale da deformare la struttura del convoglio e danneggiare visibilmente la facciata dell’edificio coinvolto, mentre i testimoni oculari descrivono una scena surreale caratterizzata da un’alta velocità insolita per quel tratto cittadino.

La dinamica dell’incidente

Le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine e dai tecnici dell’Atm suggeriscono che il convoglio procedesse a una velocità molto sostenuta, decisamente superiore ai limiti previsti per l’attraversamento degli incroci centrali. Il tram avrebbe saltato l’ultima fermata prevista prima dell’intersezione con via Lazzaretto, procedendo senza accennare alcun rallentamento. Questa circostanza ha impedito al sistema di sicurezza di operare correttamente e ha portato il mezzo ad affrontare lo scambio dei binari in condizioni di instabilità totale. Le immagini acquisite dalle telecamere di videosorveglianza della zona mostrano il momento in cui la vettura inizia a inclinarsi vistosamente prima di perdere definitivamente il contatto con le rotaie e schiantarsi contro il palazzo.

Le ipotesi degli inquirenti

Al centro dell’attività investigativa, coordinata dal pubblico ministero Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola, vi è attualmente la figura del conducente. Si tratta di un dipendente dell’azienda dei trasporti milanese con molti anni di esperienza alle spalle, un dettaglio che rende ancora più inspiegabile l’accaduto. La pista principale seguita dagli inquirenti riguarda un possibile malore improvviso che avrebbe colto l’uomo proprio nelle fasi cruciali dell’avvicinamento all’incrocio. Questa teoria spiegherebbe perché il tram non si sia fermato per far scendere i passeggeri e perché non sia stato attivato il comando manuale per la direzione dei binari. Il manovratore è stato trasportato in ospedale in codice verde e, come previsto dai protocolli di legge, è stato immediatamente sottoposto ai test tossicologici e alcolemici per escludere altre cause.

Il funzionamento dello scambio

Un elemento tecnico fondamentale su cui si stanno concentrando le verifiche riguarda lo scambio dei binari, che al momento del disastro è stato trovato in posizione chiusa. In condizioni normali, il conducente avrebbe dovuto premere un pulsante a bordo, situato a centinaia di metri dal punto di svolta, per riaprire i binari e proseguire dritto lungo viale Vittorio Veneto. Poiché tale manovra non è stata eseguita, il tram è stato instradato verso la deviazione di via Lazzaretto a una velocità incompatibile con la curva, innescando il deragliamento immediato. Resta inoltre da chiarire se il convoglio avesse ignorato anche un eventuale segnale di semaforo rosso, aggravando ulteriormente la dinamica di un impatto che sembra non aver beneficiato di alcuna frenata d’emergenza.

Il fascicolo per omicidio colposo

La Procura di Milano ha già annunciato l’apertura formale di un’inchiesta per omicidio colposo e lesioni colpose. Oltre alla verifica delle condizioni di salute del tranviere, i magistrati hanno disposto il sequestro del convoglio e di tutte le registrazioni della scatola nera di bordo per analizzare ogni istante precedente allo schianto. L’area dell’incidente, situata in un punto nevralgico tra il centro e la stazione centrale, è rimasta isolata per ore per permettere i rilievi della scientifica e lo sgombero delle macerie. Le testimonianze dei passeggeri sopravvissuti e dei passanti saranno fondamentali per capire se vi siano stati segnali premonitori di un guasto tecnico o se tutto sia effettivamente riconducibile a un tragico errore umano causato da un impedimento fisico del guidatore.

Il bilancio definitivo dell’incidente

È terminato l’intervento di soccorso sanitario sul luogo dell’incidente avvenuto nel pomeriggio a Milano, dove un tram è deragliato travolgendo anche alcuni pedoni in viale Vittorio Veneto. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), le persone coinvolte sono in totale 50. Il bilancio conta due vittime – un decesso constatato sul posto e uno all’ospedale Niguarda – e 48 feriti trasferiti in diversi ospedali cittadini: Policlinico, Niguarda, Fatebenefratelli, San Carlo, San Raffaele, Istituto clinico Città Studi, Sacco e Irccs Multimedica.

Nel dettaglio, 8 pazienti sono stati trasportati al Policlinico, 9 al Fatebenefratelli, 8 al Niguarda (tra cui una delle vittime), 8 al San Carlo, 5 al Sacco, 2 al San Raffaele, 6 a Città Studi e 3 a Multimedica. Di questi, 27 sono stati classificati in codice verde. Al Policlinico due feriti risultano ricoverati in rianimazione, mentre al Fatebenefratelli – l’ospedale più vicino al luogo dello schianto – è stato accolto anche un minore.

Ai 48 feriti che sono stati portati in ospedale, soccorsi sul luogo dell’incidente, si sono aggiunte altre sei persone arrivate autonomamente in pronto soccorso. Sale dunque a 54 il numero dei feriti nell’incidente.

Incidente tram a Milano, chi è l’autista rimasto ferito: “Ho avuto un malore”

Ha 60 anni e una lunghissima esperienza alle spalle il tranviere che venerdì pomeriggio era alla guida del tram deragliato in via Vittorio Veneto. Dipendente Atm da 34 anni, conduce abitualmente i convogli delle linee 31 e 9, proprio quella coinvolta nell’incidente. Il tratto compreso tra piazza della Repubblica e Porta Venezia, con lo scambio centrale che consente ai tram della linea 33 di svoltare in via Lazzaretto, è una zona che conosce alla perfezione.

Secondo le prime ricostruzioni, poco prima dell’incrocio il tram avrebbe saltato la fermata di viale Vittorio Veneto, senza rallentare. Inseritosi nello scambio per Lazzaretto a velocità sostenuta, il convoglio è uscito dai binari provocando il tragico impatto. “Ho avuto un malore”, avrebbe spiegato il conducente, trasportato in codice giallo all’ospedale Niguarda.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo il sopralluogo sul luogo dell’incidente, ha sottolineato che il mezzo coinvolto è di nuova generazione e che l’autista, molto esperto, era in servizio da appena un’ora. “Ora è difficile avventurarsi in analisi, ci saranno indagini”, ha dichiarato.

L’uomo è stato sottoposto agli accertamenti di rito. La pm Elisa Calanducci ha disposto il sequestro del cellulare del conducente e coordinato le verifiche tecniche per chiarire la dinamica dell’accaduto. Il bilancio definitivo parla di due vittime e 54 feriti.

Chi erano Ferdinando e Abdou, le due vittime del tram deragliato

Hanno un nome e una storia le due vittime del deragliamento del tram 9 a Milano. Si tratta di Ferdinando Favia, 59 anni, e Abdou Karim Tourè, 58 anni, entrambi a bordo del convoglio nel momento in cui è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto.

Favia, milanese nato nel 1966 e residente a Vigevano, era un imprenditore nel settore dei servizi di marketing e delle campagne pubblicitarie. Nell’impatto è stato sbalzato fuori dalla vettura ed è morto sul colpo. Accanto a lui viaggiava la compagna, ora ricoverata in codice rosso al Fatebenefratelli. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato proiettato all’esterno a causa della violenza dell’urto contro il palazzo all’angolo con via Lazzaretto.

Anche Abdou Karim Tourè è stato sbalzato fuori dal tram, probabilmente attraverso un finestrino danneggiato. È stato trovato quasi sotto il mezzo e trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, dove è arrivato in arresto cardiaco. Nonostante i tentativi di rianimazione, i medici non sono riusciti a salvarlo.

Tourè, cittadino senegalese, non aveva un’abitazione stabile. Nei momenti immediatamente successivi alla tragedia non risultano familiari o amici presenti tra i feriti. La comunità senegalese a Milano è tra le più numerose e radicate in Italia, con migliaia di residenti in Lombardia.

Resta grave anche la situazione di altri feriti: cinque persone sono in condizioni preoccupanti, tra cui due ricoverate in rianimazione al Policlinico. Due vite spezzate in un pomeriggio qualunque nel cuore della città, mentre l’inchiesta prosegue per accertare responsabilità e dinamica dell’incidente.

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Ultimo Aggiornamento: 28/02/2026 08:01

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