Vai al contenuto

Guerra in Iran, caos nei cieli: spazi aerei chiusi e voli cancellati da tutto il mondo. Cosa succede

Pubblicato: 01/03/2026 19:35

Spazi aerei chiusi, aeroporti danneggiati e compagnie costrette a fermare le rotte. Dopo l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, lo scenario nei cieli del Medio Oriente resta estremamente instabile. Le autorità aeronautiche di diversi Paesi hanno disposto il blocco totale o parziale del traffico, con conseguenze immediate su migliaia di passeggeri rimasti a terra.

La chiusura riguarda Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Siria ed Emirati Arabi Uniti, dove nessun velivolo può atterrare, decollare o sorvolare i territori interessati. In Arabia Saudita, Giordania e Libano l’operatività è limitata e sottoposta a restrizioni severe. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha raccomandato alle compagnie di evitare gran parte dello spazio aereo dell’area fino al 2 marzo, invitando a riprogrammare le rotte per motivi di sicurezza.

Oltre cinquemila voli cancellati in due giorni

Il bilancio delle cancellazioni è pesantissimo. Secondo i dati diffusi dal portale di monitoraggio FlightAware, sono oltre 5.000 i voli cancellati tra ieri e oggi, con circa la metà soppressi solo nelle ultime ore. Gli scali più colpiti risultano Dubai, Doha, Abu Dhabi, Tel Aviv e Jeddah, snodi fondamentali per i collegamenti tra Europa, Asia e Africa.

La situazione più delicata si registra a Dubai, dove oltre alla chiusura dello spazio aereo si aggiungono i danni subiti dall’aeroporto internazionale, colpito prima da un drone e poi da un missile iraniano. Anche l’hub di Doha, base operativa di Qatar Airways, ha sospeso le attività, aggravando il congestionamento delle rotte alternative.

Le compagnie sospendono le rotte verso l’area

Le principali compagnie europee e internazionali hanno reagito con una serie di stop temporanei. Lufthansa ha prorogato fino all’8 marzo la sospensione dei collegamenti verso Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil, Dammam e Teheran. Wizz Air ha cancellato i voli da e per Israele, Dubai, Abu Dhabi e Amman fino al 7 marzo, mentre Air France ha esteso lo stop su Tel Aviv, Beirut e Dubai.

Anche Ita Airways ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino all’8 marzo, incluso il collegamento mattutino del 9 marzo, e ha bloccato le tratte per Dubai fino al 4 marzo. La compagnia ha comunicato che i passeggeri possono richiedere la riprotezione su voli alternativi o il rimborso del biglietto. Inoltre, fino a nuova comunicazione, non verranno utilizzati gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran.

Misure simili sono state adottate da British Airways, che ha cancellato i voli per Tel Aviv e Bahrein, e da Turkish Airlines, che ha annunciato soppressioni verso numerose destinazioni dell’area, tra cui Iran, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Siria ed Emirati Arabi Uniti. In Asia, Air India e IndiGo hanno sospeso tutti i collegamenti verso il Medio Oriente, mentre Pakistan International Airlines e Cathay Pacific hanno bloccato le rotte verso gli hub del Golfo.

L’effetto domino sul traffico aereo internazionale è evidente. Le compagnie stanno ridisegnando le traiettorie per evitare le aree a rischio, con allungamento dei tempi di volo e ulteriori disagi. La crisi nei cieli del Medio Oriente, al momento, non mostra segnali di rapido rientro.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure