
Israele registra il bilancio più grave di vittime dall’inizio dell’offensiva contro l’Iran. Un missile balistico lanciato da Teheran ha colpito la zona di Beit Shemesh, a ovest di Gerusalemme, provocando almeno nove morti e una ventina di feriti, tra cui diversi bambini.
L’attacco, avvenuto nell’ultima ondata missilistica di domenica, segna un’escalation significativa nel conflitto in corso.
Il missile su Beit Shemesh: distrutti condomini, colpito un rifugio
Secondo i media israeliani, l’impatto ha distrutto almeno quattro edifici residenziali. Il missile avrebbe penetrato anche un rifugio nelle vicinanze, elemento che alimenta interrogativi sull’efficacia delle difese e sulla dinamica dell’esplosione.
Beit Shemesh, città in forte crescita situata tra Gerusalemme Ovest e Yafa, comprende sia quartieri di recente costruzione sia abitazioni più datate. Proprio alcune case più vecchie sarebbero state investite dall’onda d’urto.
Le squadre di soccorso continuano a lavorare tra le macerie alla ricerca di eventuali dispersi. Il timore, condiviso dai residenti, è che il numero delle vittime possa aumentare nelle prossime ore.
I soccorsi e l’intervento delle forze armate
Sul posto sono intervenute circa 30 ambulanze del Magen David Adom, mentre le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno attivato le unità di ricerca e soccorso dell’Home Front Command. Impiegato anche un elicottero per l’evacuazione dei feriti più gravi.
Si tratta del numero più alto di vittime registrato da quando Israele ha avviato gli attacchi contro obiettivi iraniani. Un dato che segna un punto di svolta nella percezione interna del conflitto.
Le domande sulle sirene e i limiti della difesa
Tra i residenti emergono interrogativi sul mancato suono delle sirene a Beit Shemesh prima dell’impatto. Non è ancora chiaro se vi sia stato un ritardo nel sistema di allerta come afferma la corrispondente locale di Al Jazeera (aspetto smentito da diversi media israeliani, come il Jerusalem Post) o se il missile abbia eluso le difese in modo imprevedibile.
L’episodio evidenzia uno dei principali rischi della fase attuale del conflitto: la capacità dell’Iran di continuare a lanciare missili balistici verso centri urbani israeliani, costringendo Israele a una risposta difensiva costante con intercettori che, pur sofisticati, non garantiscono una copertura totale.
L’impatto su Beit Shemesh, insieme ai precedenti episodi a Tel Aviv, mostra come anche un sistema multilivello di difesa possa essere messo alla prova in un confronto prolungato.
Il premier Netanyahu ammette: “Questi sono giorni dolorosi”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime degli attacchi iraniani, ammettendo che il Paese vive “giorni dolorosi”. Un attacco missilistico iraniano oggi ha ucciso almeno nove persone nella città israeliana di Beit Shemesh, nel raid più mortale nel Paese dall’inizio della guerra.
“Questi sono giorni dolorosi. Ieri qui a Tel Aviv, e ora a Beit Shemesh, abbiamo perso persone care. Il mio cuore è con le famiglie e, a nome di tutti voi, cittadini di Israele, invio i miei auguri di una completa guarigione ai feriti”, ha detto Netanyahu in un video messaggio.


