
In appena due anni Stefano De Martino è passato da volto promettente di Rai2 a nuovo padrone di casa del Festival di Sanremo. Un’investitura arrivata addirittura durante la serata finale dell’ultima edizione: un passaggio di testimone in diretta che segna la definitiva consacrazione televisiva di un percorso costruito con rapidità e intuito.
L’uscita di scena di Amadeus aveva lasciato un vuoto pesante nei palinsesti di viale Mazzini. La scelta di affidare a De Martino Affari Tuoi, format consolidato e amatissimo, sembrava rischiosa. Invece ha funzionato: ascolti solidi, pubblico fedele e una concorrenza reggibile anche quando Gerry Scotti ha riacceso la sfida dell’access prime time con La Ruota della Fortuna. Ora arriva la consacrazione più ambita: l’Ariston.
Dalla danza al prime time
Il primo sogno di De Martino non era la televisione ma il calcio. Poi la danza ha cambiato il corso delle cose. L’esperienza ad Amici di Maria De Filippi nel 2009 – premio come miglior ballerino – lo proietta nel mondo dello spettacolo. Televisivamente parlando, si è sempre definito “figlio” di Maria.
La notorietà, però, per anni è stata alimentata più dal gossip che dal lavoro. Le relazioni con Emma Marrone e poi con Belén Rodríguez, il triangolo mediatico, l’esposizione costante. Lui stesso ha ammesso di aver perso la misura in quel periodo: “Mi sono montato la testa”. Un passaggio che oggi racconta come una fase necessaria per maturare.
Il fattore empatia
Se la tecnica si può affinare, il carisma è più difficile da insegnare. De Martino ha costruito la propria cifra su una combinazione efficace: leggerezza, ironia e vicinanza al pubblico. Piace al pubblico femminile per immagine e disinvoltura, ma sa parlare anche a quello maschile con un linguaggio diretto, quasi da spogliatoio.
Ha un passato fatto di lavori concreti – cameriere, barista, parcheggiatore, fruttivendolo, operatore di call center – esperienze che gli hanno insegnato a relazionarsi con le persone. In televisione, in fondo, continua a fare la stessa cosa: convincere, intrattenere, “vendere” un prodotto. Solo che il prodotto oggi è lo show.
I dubbi sulla competenza musicale
L’investitura a Sanremo, però, apre una questione più delicata: ha le competenze musicali per guidare davvero il Festival? Non solo nella conduzione, ma anche nelle scelte artistiche?
Il direttore Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore, ha ammesso che sul piano strettamente musicale De Martino sarà “sostenuto da una struttura e da una squadra”. Una precisazione che rassicura ma che, di fatto, conferma l’esistenza del problema.
Il Festival non è soltanto spettacolo: è selezione, equilibrio, visione artistica. È qui che si misurerà davvero la sua statura.
Le polemiche politiche
Sul fronte politico, le voci di una presunta vicinanza ad Arianna Meloni – sorella della premier – sono state liquidate come “polemiche morbose” dall’amministratore delegato Rai. Lo stesso De Martino ha risposto con ironia, sostenendo di aver dovuto cercare su Google la persona in questione quando la notizia è circolata.
Al netto delle smentite, resta il fatto che la sua ascesa è stata rapidissima e che, in Rai, nulla passa inosservato.
La sfida dell’Ariston
De Martino ha dichiarato che affronterà il Festival con “ascolto, rispetto ed entusiasmo”. In diretta, più pragmaticamente, ha sintetizzato con un “testa bassa e pedalare”.
Il successo di pubblico non gli è mai mancato. Ora però l’Ariston chiede qualcosa di diverso: autorevolezza, equilibrio, capacità di gestire tensioni artistiche e politiche.
La simpatia aiuta. Il carisma pure. Ma Sanremo è un’altra cosa. E lì, più che piacere, bisogna dimostrare di saper guidare.


