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Benzina e diesel, boom dei prezzi dopo l’attacco all’Iran: quanto aumenteranno

Pubblicato: 02/03/2026 09:18

L’escalation militare in Medio Oriente non produce soltanto effetti geopolitici. Le conseguenze economiche iniziano già a farsi sentire sui mercati internazionali, con ricadute potenziali sui prezzi di carburante e gas e, di riflesso, sui bilanci delle famiglie. Dopo l’offensiva condotta da Stati Uniti d’America e Israele contro l’Iran, l’attenzione degli operatori si concentra su un punto nevralgico degli equilibri energetici globali: lo Stretto di Hormuz.

In questo tratto di mare largo poco più di trenta chilometri transita circa il 20% del petrolio mondiale. Formalmente si tratta di una via d’acqua internazionale, ma il controllo militare di fatto è esercitato da Teheran. La crisi in corso ha determinato un rallentamento dei traffici marittimi, con centinaia di petroliere — comprese quelle cariche di greggio e gas naturale liquefatto — ferme o in attesa di attraversare il passaggio.
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Prezzo del petrolio in salita

Il primo effetto tangibile è l’impennata del prezzo del petrolio. Le quotazioni del Brent erano già in crescita da inizio anno: fino a pochi giorni fa si attestavano intorno ai 70 dollari al barile, ma nelle ultime ore hanno sfiorato i 79 dollari, con prospettive di ulteriori rialzi.

Secondo Amena Bakr, esperta di Opec+ e Medio Oriente per Kpler, il greggio potrebbe oscillare a breve tra gli 85 e i 90 dollari al barile. Non si esclude, nel medio periodo, un ritorno in area 100 dollari, soglia che non viene superata stabilmente dal 2014, fatta eccezione per il picco della primavera 2022, quando le tensioni legate al petrolio russo spinsero il Brent oltre i 120 dollari.

Il nodo resta sempre lo stesso: la centralità dello Stretto di Hormuz. Se il blocco dovesse protrarsi, la quantità di greggio che non riuscirebbe a raggiungere i mercati internazionali sarebbe tale da rendere marginale anche il ricorso alle riserve strategiche. La perdita dei volumi in transito rappresenterebbe un vuoto difficilmente colmabile nel breve termine.

Carburanti e rischio rincari alla pompa

L’aumento del barile si traduce, con qualche settimana di ritardo, in un incremento dei prezzi alla pompa. Attualmente la benzina si colloca intorno a 1,67-1,69 euro al litro, mentre il diesel viaggia poco sopra 1,70 euro. Se la corsa del greggio dovesse continuare, non è escluso un riavvicinamento alla soglia dei 2 euro al litro.

Un simile scenario avrebbe effetti diretti sui consumi delle famiglie e sui costi di trasporto, con possibili ripercussioni sull’inflazione. Il carburante, infatti, incide sull’intera catena produttiva, dal trasporto merci alla logistica.

Jorge Leon, analista di Rystad Energy, sottolinea che esistono rotte alternative per aggirare Hormuz, ma il loro utilizzo comporta costi e tempi aggiuntivi. L’impatto netto, secondo le stime, potrebbe tradursi in una perdita effettiva compresa tra 8 e 10 milioni di barili al giorno sull’offerta globale di greggio.

Gas naturale e crescita economica

Non c’è soltanto il petrolio. Anche il prezzo del gas potrebbe subire pressioni al rialzo. Il Qatar è tra i principali esportatori mondiali di gas naturale liquefatto e gran parte delle sue spedizioni passa proprio attraverso lo Stretto di Hormuz. Un eventuale blocco prolungato metterebbe a rischio le forniture, con conseguenze sui mercati europei e asiatici.

Eric Dor, professore all’Ieseg School of Management, ha evidenziato come la durata del conflitto rappresenti la variabile decisiva. Un’escalation limitata nel tempo potrebbe avere effetti contenuti. Diversamente, un protrarsi delle tensioni rischierebbe di generare un impatto recessivo aggiuntivo, rallentando la crescita economica già fragile in molte aree del mondo.

Il quadro resta dunque incerto. Tra mercati energetici sotto pressione, timori di nuove fiammate inflazionistiche e rischi per la crescita, la crisi in Medio Oriente si riflette ben oltre il piano militare. E mentre la diplomazia cerca spazi di mediazione, famiglie e imprese guardano con apprensione alle prossime mosse dei mercati.

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