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Stefano De Martino, il lutto subito dopo Sanremo

Pubblicato: 02/03/2026 11:39

In una fotografia che ormai circola sui social, Vincenzo Canzanella sorride accanto a Stefano De Martino, giovane conduttore e ballerino napoletano, simbolo di un legame tra la tradizione sartoriale della città e la scena contemporanea dello spettacolo. L’immagine, scattata pochi anni fa in occasione di una prova costume, racconta più di mille parole: qui, tra stoffe e fili, convivono generazioni, arte e memoria. La storia di Napoli passa anche dai suoi laboratori, e Canzanella era uno di quei maestri capaci di unire il passato e il presente con un solo gesto della mano.
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Chi varcava la soglia della storica sartoria, oggi guidata dal figlio Davide Canzanella, poteva respirare il profumo dei tessuti, sentire il rumore delle forbici e osservare ogni capo prendere vita come fosse un personaggio a sé. Ogni piega, ogni cucitura, raccontava storie di teatro, cinema e spettacolo: da Eduardo De Filippo a Pupella Maggio, da Marcello Mastroianni a Ingrid Bergman, fino alle icone contemporanee come De Martino. Era un laboratorio vivo, un crocevia tra leggenda e presente, dove l’arte sartoriale non conosceva confini temporali.

L’addio a Vincenzo Canzanella

All’età di 88 anni, si è spento il maestro artigiano e costumista napoletano Vincenzo Canzanella, figura storica della sartoria teatrale e cinematografica. La notizia è stata diffusa dal figlio Davide, attraverso i profili social della Canzanella Costumi, con un messaggio che celebra anche la continuità della tradizione: «Diamo inizio a quest’altra avventura: “C’era una volta… Scugnizzi”, regia di Claudio Mattone».

La sartoria, che da due anni è sotto la guida di Davide, continua così a essere punto di riferimento per il cinema e il teatro napoletano, portando avanti l’eredità del padre e introducendo al contempo volti e progetti contemporanei, come la collaborazione con personaggi dello spettacolo di oggi.

CTN 75 e la storia dei costumi

La CTN 75 – Costumi Teatrali Napoli ha segnato la storia del costume teatrale e cinematografico italiano, con oltre 15.000 capi di scena originali. Dalla commedia napoletana ai grandi film internazionali, ogni costume racconta decenni di teatro, cinema e spettacolo, dalle star del passato come Maria Callas e Vittorio De Sica, fino agli interpreti contemporanei come Stefano De Martino.

La sartoria era molto più di un laboratorio: era un archivio vivente, un luogo dove le storie di attori e personaggi si intrecciavano con il filo e la stoffa. Il passaggio generazionale da Vincenzo a Davide ha permesso di salvaguardare questo patrimonio anche in un periodo difficile come l’era Covid, quando la chiusura dei teatri e la sospensione delle produzioni hanno messo a rischio l’attività.

L’eredità del maestro

La morte di Vincenzo Canzanella rappresenta una perdita enorme per Napoli e per il mondo dello spettacolo. Il suo talento nel creare costumi da scena non era solo artigianato, ma vera e propria narrazione visiva: ogni abito dava vita a un personaggio, raccontava una storia e custodiva memoria e cultura. La sua capacità di dialogare con attori di tutte le generazioni, da Eduardo De Filippo a Stefano De Martino, dimostra quanto la sua arte fosse senza tempo.

Oggi, la sartoria continua il suo lavoro tra tessuti e ricordi, ma l’eco del maestro resta ovunque: nei fili, negli archivi e nelle foto che raccontano un legame unico tra passato e presente dello spettacolo napoletano. La memoria di Vincenzo Canzanella diventa così patrimonio condiviso, e ogni costume realizzato o indossato continua a parlare di Napoli, di arte e di storia.

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