
Il corpo senza vita di un uomo è stato individuato alle prime luci dell’alba nelle acque del fiume Aniene, in un tratto compreso tra via Salaria e via Torre Salaria. A notarlo sono stati i vigili del fuoco, impegnati in un’attività di perlustrazione lungo l’argine, che hanno immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. La scena che si è presentata ai soccorritori è apparsa da subito complessa e delicata, tanto da rendere necessario un intervento coordinato tra più squadre operative.
Il cadavere, di sesso maschile, si trovava in un punto difficilmente accessibile ed è stato recuperato grazie all’intervento dei sommozzatori. Le condizioni del corpo, descritto in avanzato stato di decomposizione, non hanno consentito un’identificazione immediata. L’area è stata transennata per permettere i rilievi del caso, mentre la polizia ha avviato le prime verifiche per ricostruire tempi e modalità del decesso.

Trovato un corpo nell’Aniene
Al momento, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Non si esclude alcuna ipotesi, anche se l’attenzione si è subito concentrata su una vicenda che da settimane tiene con il fiato sospeso una comunità intera. Il ritrovamento odierno arriva infatti al termine di giorni di ricerche incessanti lungo il corso del fiume, scandite da sopralluoghi, immersioni e controlli mirati nei punti più critici.

Già nei giorni scorsi, proprio nell’Aniene, era stato fatto un altro importante recupero: un’auto finita in acqua a seguito di un incidente stradale. Il veicolo era stato individuato e riportato in superficie, ma al suo interno non era stato trovato nessuno. Un elemento che aveva alimentato interrogativi e preoccupazioni, aprendo scenari ancora tutti da chiarire.

È a questo punto che il nome di Alessandro Giannetti, il trentunenne di Tivoli scomparso da domenica 8 febbraio, torna con forza al centro dell’attenzione. Il 18 febbraio i vigili del fuoco avevano recuperato la sua auto dall’Aniene, all’altezza di Ponte Lucano, nella zona di Villa Adriana, ma del giovane nessuna traccia. Da allora le ricerche non si sono mai fermate, con squadre impegnate giorno e notte lungo il fiume.
Il ritrovamento di questa mattina potrebbe dunque rappresentare una svolta decisiva. Saranno ora gli esami medico-legali a stabilire se il corpo recuperato appartenga proprio a Giannetti. Gli investigatori attendono riscontri scientifici che possano fugare ogni dubbio e dare finalmente un nome alla vittima.
La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che coordina gli accertamenti. Nei prossimi giorni sarà effettuata l’autopsia presso il policlinico Gemelli, passaggio fondamentale per chiarire le cause della morte e verificare eventuali elementi compatibili con l’incidente avvenuto settimane fa.
Per la famiglia del giovane e per l’intera comunità tiburtina sono ore di angoscia e attesa. Solo gli esiti degli esami potranno confermare se il drammatico ritrovamento nelle acque dell’Aniene chiuda definitivamente una vicenda iniziata con una scomparsa improvvisa e segnata da speranze che, fino all’ultimo, non si sono mai del tutto spente.


