
Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla presunta presenza di ricina, una delle tossine naturali più pericolose al mondo. La Procura di Larino ha deciso di affidarsi a un team di esperti tedeschi specializzati in agenti biologici per approfondire gli accertamenti attraverso un nuovo incidente probatorio.
Lunedì 29 giugno, presso l’istituto Maugeri di Pavia, la procuratrice Elvira Antonelli conferirà ufficialmente gli incarichi ai consulenti chiamati a svolgere le nuove analisi. L’obiettivo è verificare la possibile presenza della tossina e raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini.
Tra gli esperti nominati figurano Christian Herzog, direttore del Robert Koch Institut di Berlino, e Sylvia Worbs, ricercatrice del laboratorio specializzato nello studio delle tossine biologiche dello stesso istituto. A loro si affiancherà Luca Morini, tossicologo forense dell’Università di Pavia.
Nell’attività investigativa è coinvolta anche la Polizia criminale federale tedesca (BKA), che ha già avviato confronti operativi con la Squadra Mobile italiana e con il dirigente Marco Graziano per coordinare le verifiche tecniche e scientifiche.
Gli specialisti tedeschi prenderanno parte anche a un nuovo sopralluogo a Pietracatella, dove verranno effettuati ulteriori accertamenti alla ricerca di eventuali tracce di ricina ancora presenti nell’abitazione oggetto dell’indagine.
Particolare attenzione sarà dedicata ai materiali e agli alimenti sequestrati dagli investigatori. Gli esperti analizzeranno circa 70 prodotti alimentari, tra cibi preparati, conserve e prodotti surgelati, per verificare l’eventuale contaminazione da sostanze tossiche.
La scelta di coinvolgere il Robert Koch Institut non è casuale. L’ente tedesco rappresenta uno dei principali centri europei per lo studio delle minacce biologiche e vanta una consolidata esperienza nelle indagini legate all’utilizzo della ricina.
Il laboratorio specializzato in bioterrorismo ha infatti seguito alcuni dei casi più rilevanti registrati negli ultimi anni in Europa. Tra questi figura il tentativo di attentato scoperto a Colonia nel giugno 2018, considerato uno degli episodi più significativi legati all’impiego della tossina.
In quell’occasione le autorità tedesche arrestarono un cittadino tunisino che, secondo gli investigatori, stava preparando una rudimentale bio-bomba utilizzando oltre tremila semi di ricino. Le nuove analisi disposte dalla Procura di Larino puntano ora a chiarire definitivamente il ruolo della ricina nel caso oggetto dell’inchiesta e a fornire risposte decisive agli investigatori.


