
È atterrato alle 19.25 all’aeroporto di Aeroporto di Milano Malpensa il volo proveniente da Abu Dhabi che ha riportato in Italia 200 studenti rientrati da Dubai, dove nei giorni scorsi si sono verificati bombardamenti in seguito all’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
L’arrivo è stato accolto da un lungo applauso al Gate B degli arrivi del Terminal 1, dove genitori e amici attendevano con emozione. Imponente la presenza delle forze dell’ordine, schierate per garantire la sicurezza e gestire l’afflusso di persone.
Molti familiari erano arrivati con largo anticipo. “Siamo qui dalle 17, forse anche da prima”, raccontano quattro mamme, visibilmente sollevate, in attesa dei figli studenti della scuola internazionale di Pavia. Per loro sono stati giorni di ansia e collegamenti continui con l’estero.
I ragazzi si trovavano a Dubai per un soggiorno scolastico quando, da sabato, la situazione è precipitata con l’intensificarsi delle operazioni militari nella regione. Le esplosioni sono state avvertite anche nelle zone in cui alloggiavano gli studenti italiani.
“Sono stati giorni di apprensione, ma i ragazzi sono stati fantastici”, spiegano le mamme. “Hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Non siamo mai stati soli, abbiamo sempre avuto qualcuno vicino. Adesso vogliamo solo riabbracciarli”.
Le testimonianze
“Adesso sto bene. È stato un viaggio lungo ma più veloce di quanto pensassi. Paura? Neanche troppa: eravamo al sicuro, era tutto sotto controllo, incluso il sistema di sicurezza degli Emirati Arabi. È stato fantastico. Stavamo bene e anche i tutor sono stati eccezionali. Wsc ha gestito la situazione in maniera impeccabile, non ci hanno abbandonato neanche una volta”. Sono le parole di Marta Tami, una delle studentesse.
Alcuni genitori sono arrivati da lontano pur di essere presenti. Due papà partiti da Napoli hanno voluto ringraziare pubblicamente il ministro Antonio Tajani e il Governo per il supporto ricevuto durante l’emergenza. “Siamo sempre stati in collegamento con loro”, hanno raccontato.
Secondo quanto riferito, i ragazzi avrebbero trascorso almeno due ore in un bunker durante le fasi più critiche. “Le esplosioni le abbiamo vissute in diretta con loro. Anzi, sono stati proprio loro a calmare noi, mostrando una maturità straordinaria”, hanno aggiunto i genitori.
Il rientro è stato organizzato in tempi rapidi per garantire il ritorno in sicurezza degli studenti italiani. Le autorità consolari e diplomatiche hanno seguito passo dopo passo l’operazione, monitorando l’evolversi della situazione nell’area del Golfo.
Ora, per le famiglie, è il momento degli abbracci e del ritorno alla normalità. “Guideremo tutta la notte verso Napoli”, raccontano i due papà. “Torniamo a casa, in una terra di pace”. Una frase che sintetizza il sollievo di chi, dopo giorni di paura, può finalmente riabbracciare i propri figli.


