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Spunta una macchia sul collo di Trump, la Casa Bianca: “È successo a causa di una crema cutanea”

Pubblicato: 03/03/2026 14:54

L’attenzione mediatica si è spostata prepotentemente dai dossier internazionali ai dettagli più minuti della fisionomia presidenziale, accendendo un dibattito che la Casa Bianca sta cercando faticosamente di contenere. Al centro del caso c’è una macchia cutanea, un evidente arrossamento sul lato destro del collo di Donald Trump, immortalato dai fotografi durante una solenne cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore nella East Room. Quello che poteva sembrare un dettaglio trascurabile è diventato un piccolo giallo politico, spingendo lo staff del tycoon a intervenire per spegnere le speculazioni sulla salute del Commander-in-Chief. Secondo la versione ufficiale, non ci sarebbe alcun motivo di allarme: il rossore sarebbe l’effetto collaterale di una specifica terapia dermatologica.

La linea della Casa Bianca e il parere medico

A scendere in campo per blindare la privacy del Presidente è stato il medico della Casa Bianca, Sean Barbabella, il quale ha ricondotto l’irritazione all’impiego di “una crema molto comune utilizzata a scopo preventivo per la pelle”. Nonostante le rassicurazioni, il bollettino medico resta avvolto da un parziale riserbo: l’amministrazione non ha infatti fornito dettagli sulla patologia specifica, né sul nome commerciale del farmaco prescritto. Barbabella si è limitato a precisare che “il presidente Trump sta seguendo questo trattamento da circa una settimana e il rossore dovrebbe persistere ancora per alcune settimane”, confermando che la terapia è stata pianificata direttamente dallo staff sanitario presidenziale.

Il monitoraggio dei movimenti di Trump suggerisce però che il segno fosse presente già da tempo. Analizzando gli scatti in alta risoluzione, alcuni osservatori hanno notato tracce di arrossamento fin dal 19 febbraio, durante una tappa elettorale a Rome, in Georgia, e successivamente durante l’importante appuntamento del discorso sullo Stato dell’Unione. I precedenti clinici, d’altronde, menzionano già in un referto dello scorso aprile l’uso sporadico di una crema a base di mometasone per una non meglio identificata condizione cutanea, un elemento che aggiunge un tassello al quadro dermatologico del Presidente.

Con i suoi 79 anni, Trump detiene il record di anzianità per un presidente al momento del giuramento, un fattore che rende ogni suo piccolo mutamento fisico oggetto di scrutinio pubblico, specialmente dopo i suoi ripetuti attacchi alla tenuta del predecessore Joe Biden. Tuttavia, i vertici medici continuano a descrivere un quadro clinico solido. Già a dicembre, Barbabella aveva rassicurato l’opinione pubblica circa gli esiti di una serie di risonanze magnetiche a cuore e addome effettuate a ottobre, definendo i risultati “perfettamente normali” e descrivendo lo stato di salute complessivo di Donald Trump come “eccezionale”.

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