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Terremoto in Italia, scossa di magnitudo 4.5: ci sono crolli

Pubblicato: 04/03/2026 09:55

Il terremoto che ha colpito l’area etnea questa mattina ha lasciato i primi segni visibili a Ragalna, individuata come epicentro del sisma. Nel piccolo centro del Catanese si registrano crolli di muretti a secco, danni nella sede del Municipio e lesioni in alcuni edifici privati.

L’amministrazione comunale ha immediatamente attivato il Centro operativo comunale (Coc), coordinato dalla Protezione civile e dal sindaco Nino Caruso. I tecnici sono al lavoro per effettuare i primi sopralluoghi e verificare la staticità degli edifici pubblici e delle abitazioni coinvolte.

Tra le strutture interessate figurano anche la chiesa del paese e alcuni immobili del centro storico. Al momento non si segnalano feriti, ma la priorità resta la messa in sicurezza delle aree più colpite e la valutazione puntuale dei danni strutturali.

Ragalna sorge sulle pendici meridionali dell’Etna, a circa 800 metri di altitudine. Un borgo incastonato tra boschi e colate laviche, conosciuto per la sua posizione panoramica e per l’aria fresca che lo rende meta estiva di molti catanesi.

Non a caso viene chiamata la “terrazza dell’Etna”: da qui lo sguardo spazia tra distese di pietra lavica, vigneti e uliveti che si arrampicano lungo il vulcano. I caratteristici muretti a secco, oggi in parte crollati, rappresentano uno degli elementi identitari del paesaggio locale.

La presenza del vulcano è costante e tangibile. La terra nera e fertile racconta eruzioni passate, mentre i sentieri nei boschi conducono verso antiche colate laviche e rifugi montani. Un equilibrio delicato tra natura e insediamenti umani che il sisma ha improvvisamente scosso.

Il centro del paese è raccolto, fatto di piazze silenziose, chiese e piccoli bar dove la vita scorre lenta. Le feste patronali e le sagre estive animano solitamente le serate con profumi di cucina tradizionale e musica popolare, rafforzando il senso di comunità.

Oggi, però, l’atmosfera è diversa. I residenti si sono riversati in strada subito dopo la scossa, osservando con apprensione le crepe nei muri e i detriti caduti. La macchina dei controlli è partita rapidamente, con verifiche sugli edifici pubblici e sulle abitazioni private.

Ragalna resta un simbolo di Sicilia autentica, dove il vulcano è presenza quotidiana e compagna silenziosa. Ma eventi come questo ricordano quanto il territorio etneo sia fragile e quanto sia fondamentale investire in prevenzione, sicurezza e monitoraggio costante.

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