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Garlasco, Roberta Bruzzone: “Chiara Poggi scoprì un giro di cocaina”. Ipotesi spedizione punitiva con Sempio, le gemelle Cappa e il fratello Marco

Pubblicato: 05/03/2026 08:52

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione pubblica dopo nuove dichiarazioni che hanno riacceso polemiche e interrogativi. Durante la trasmissione televisiva Quarto Grado, la criminologa Roberta Bruzzone ha rivelato di essere entrata in possesso di alcuni file audio nei quali viene proposta una ricostruzione alternativa dell’omicidio avvenuto nel 2007.

Secondo quanto spiegato in televisione, i vocali conterrebbero riferimenti a una presunta pista legata alla droga, una teoria che circola da tempo in alcune ricostruzioni non ufficiali del caso. La stessa Bruzzone ha però preso nettamente le distanze dal contenuto di quei messaggi, definendo la ricostruzione «delirante» e annunciando l’intenzione di consegnare tutto alla magistratura.
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Gli audio e la teoria della droga

Nel corso della trasmissione, la criminologa ha raccontato che i file audio sarebbero stati inviati a giornalisti e ad altre persone che gravitano attorno alla vicenda del delitto di Garlasco. All’interno dei messaggi vocali emergerebbe una narrazione alternativa sull’omicidio di Chiara Poggi, fondata sull’ipotesi che la giovane avrebbe scoperto un presunto giro di cocaina che coinvolgerebbe alcune persone del suo ambiente.

La teoria riportata negli audio sostiene che la ragazza avrebbe scoperto l’uso di droga da parte di Andrea Sempio, Stefania Cappa e di altri amici del gruppo, oltre al fratello Marco Poggi. Sempre secondo questa ricostruzione, Chiara avrebbe deciso di segnalare la situazione allo zio Ermanno Cappa, che avrebbe poi informato Stefania Cappa.

Garlasco Bruzzone

Da questo passaggio, secondo il racconto contenuto nei vocali, sarebbe nata l’idea di una spedizione punitiva nei confronti della giovane, che avrebbe coinvolto più persone e che sarebbe poi sfociata nell’omicidio. Nella stessa narrazione compare anche il nome di Michele Bertani, amico del gruppo morto suicida anni dopo i fatti.

La criminologa ha però chiarito più volte di non condividere questa versione dei fatti. Durante l’intervento televisivo ha sottolineato di aver citato il contenuto dei messaggi solo per rendere noto ciò che circola in alcuni ambienti legati alla vicenda.

«Si tratta di una ricostruzione delirante», ha spiegato Bruzzone, precisando che i file audio proverrebbero da persone che non sarebbero semplici utenti dei social, ma soggetti che in qualche modo sono collegati al caso.

Proprio per la gravità delle accuse contenute nei vocali, la criminologa ha annunciato che presenterà un esposto alla magistratura di Milano, con l’obiettivo di consegnare il materiale agli investigatori e consentire verifiche ufficiali su chi sta diffondendo queste ricostruzioni.

La Procura e le nuove analisi sul caso Garlasco

Nonostante il clamore suscitato dalle dichiarazioni televisive, la cosiddetta “pista della cocaina” non risulta essere tra le ipotesi investigative su cui sta lavorando la Procura di Pavia. Si tratta infatti di una teoria che negli anni è circolata soprattutto in alcune ricostruzioni alternative del delitto di Garlasco, in particolare sul web, ma che non è sostenuta da elementi investigativi concreti.

Nel frattempo l’inchiesta riaperta dalla Procura si avvicina a un passaggio importante. Nei giorni scorsi è stata depositata la BPA della professoressa Cristina Cattaneo, mentre si attende anche la relazione tecnica sui computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, l’ex fidanzato condannato in via definitiva per l’omicidio.

Proprio la difesa di Alberto Stasi ha presentato una nuova consulenza informatica relativa al computer dell’ex studente. Secondo gli esperti incaricati dai legali, alcune tracce registrate nel sistema operativo Windows XP sarebbero state interpretate in modo errato nelle analisi precedenti.

In particolare, la traccia relativa alla cosiddetta “cartella militare”, che in passato aveva alimentato dubbi su possibili attività svolte sul computer la sera del 12 agosto 2007, sarebbe invece un evento generato automaticamente dal sistema operativo e non il risultato di un’azione compiuta da una persona.

La consulenza sostiene inoltre che quella sera Chiara Poggi stesse lavorando al computer per correggere e integrare la tesi universitaria di Alberto Stasi, aggiungendo modifiche al testo. Secondo la difesa dell’ex fidanzato, questo elemento confermerebbe che tra i due esisteva un rapporto sereno alla vigilia dell’omicidio.

A distanza di quasi due decenni dal delitto, il caso continua quindi a generare nuovi sviluppi, tra ricostruzioni alternative, verifiche investigative e nuove analisi tecniche. Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, resta alta l’attenzione su una delle vicende giudiziarie più discusse della cronaca italiana.

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