
Un malore improvviso, arrivato nel sonno e senza segnali evidenti. È morto così, a soli 24 anni, Emanuele Canzian, giovane grafico residente a San Pietro di Feletto, in provincia di Treviso. A trovarlo senza vita è stata la madre martedì mattina, quando è entrata nella sua stanza per svegliarlo. Il ragazzo non respirava più e ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo inutile.
Negli ultimi giorni il giovane non si sentiva bene e per questo era rimasto a casa dal lavoro. Secondo quanto raccontato dalla famiglia, il medico aveva attribuito il malessere a stress e ansia, consigliandogli semplicemente qualche giorno di riposo. Nulla lasciava immaginare un epilogo così tragico.
Il 24enne lavorava come grafico presso l’azienda Amorim Cork Italia nello stabilimento di Scomigo, dove si occupava della progettazione grafica dei cliché utilizzati per la stampa sui tappi di bottiglie di vino. Un lavoro che, raccontano i familiari, amava profondamente e nel quale era molto apprezzato dai colleghi.

La madre lo ricorda con grande emozione: «Adorava il suo lavoro, aveva tanti progetti. Era un ragazzo buono, gentile e stava bene». Inutili i tentativi di soccorso dopo la scoperta del malore: per il giovane non c’era già più nulla da fare.
Solo pochi giorni prima della tragedia, il ragazzo aveva condiviso sul suo profilo LinkedIn alcune riflessioni legate a un incontro aziendale dedicato alla gestione dello stress. In quel post parlava di autostima, emozioni e rabbia, sottolineando come quest’ultima non fosse un problema ma un segnale da comprendere e gestire.
«La rabbia è l’emozione più temuta», scriveva il giovane, spiegando come nasca spesso dalla percezione di un’ingiustizia o dal sentirsi non ascoltati. Nel messaggio invitava a fermarsi, respirare e riformulare i pensieri per costruire modelli mentali più positivi.
La notizia della sua improvvisa scomparsa ha profondamente colpito la comunità locale. La famiglia Canzian è molto conosciuta in paese: il padre Lorenzo è presidente della società calcistica Feletto Vallata Calcio, squadra nella quale anche Emanuele aveva giocato e che aveva allenato per un periodo.
Il calcio era una delle sue grandi passioni, insieme alla fotografia. Negli anni aveva partecipato a numerosi eventi e manifestazioni locali documentandoli con i suoi scatti, condivisi anche sui social. «Aveva comprato tutta l’attrezzatura e si divertiva molto», racconta la madre ricordando il suo entusiasmo.
Il giovane aveva studiato grafica pubblicitaria all’Istituto Marco Fanno e aveva trascorso anche un periodo di studio nei Paesi Bassi. Tra i progetti futuri c’era anche il desiderio di affrontare il celebre Cammino di Santiago, viaggio che stava organizzando per l’estate.
Il cordoglio della comunità è stato espresso anche dal sindaco Cristiano Botteon, che ha ricordato Emanuele come «un ragazzo tranquillo, disponibile e pieno di passioni». I funerali saranno celebrati sabato alle 10 nella chiesa di Santa Maria in Betlemme, mentre il rosario verrà recitato nella stessa chiesa la sera precedente e la mattina del funerale.


