
Evidentemente la trilogia di “Attacco al potere” con Gerard Butler è la nuova strategia di politica internazionale occidentale, quantomeno americana. La complessità geopolitica ha stancato e non è comunicativa, se non per i lettori di Limes e per qualche altro addetto ai lavori. Oggi se vuoi gestire problemi complessi, e soprattutto comunicarli, devi essere radicale, tagliare la testa al toro, da qui la comprensione delle dichiarazioni di Trump e Netanyahu sulla nuova Guida Suprema iraniana. “Durerà poco” dice Trump, “Lo uccideremo” precisa Netanyahu. Le diplomazie mondiali, che hanno studiato le relazioni internazionali ad Harvard o Brighton penseranno di tornare in questi luoghi del sapere e bruciare i libri dove hanno studiato, non servono più a nulla nel trumpismo che sta influenzando più del Covid 19 il mondo.
Persona e potere sono una cosa sola, uccidere la testa, nelle considerazioni dei leader, risolve i problemi. Ovviamente non è cosi, il potere non si costruisce in un giorno ed è articolato in un sistema spesso piramidale, il cui vertice è un tassello fondamentale, ma non fa crollare la base della piramide. È stato cosi per Maduro, sarà cosi per l’Iran. Il prossimo? Certo non Putin o Xi Jimping, più probabile uno Zelenskij o un Sanchez, che vuole rompere lo schema di panico e di pensiero. Il quale è binario, o lui o Me, ed io sono più forte e lo dimostro. Tutte queste guerre sono una dimostrazione di forza di una leadership, come spesso succedeva prima della Rivoluzione francese, non sono dettate da analisi complesse che vanno alla radice dei problemi. Servono per la comunicazione, spesso per evitare comunicazione sui propri problemi, personali o di politica interna. Come sempre nulla di nuovo sotto il sole, Hollywood mise in pellicola un film che aveva proprio questa narrazione.
Durante una campagna elettorale per distrarre l’opinione pubblica da un consueto scandalo sessuale due giganti dello schermo, Robert De Niro e Dustin Hoffman, organizzano una finta guerra all’Albania. Non vogliamo alludere ai file di Epstein, ma la trama sembra la stessa, solo che quella era una commedia, qui i missili sono veri, e soprattutto gli attori sono decisamente più mediocri. Vi chiederete che significa Wag the Dog, è una metafora che allude allo scodinzolamento dei cani, che è distraente, magari prima di un morso. Intanto, per una provincialissima considerazione, questa nuova guerra americo israeliana sta costando 800 euro di perdita di potere d’acquisto alle famiglie italiane, e per tanti, troppi, è l’entrata mensile. Più che la fregata Martinengo, mandata in missione, dopo questa fregatura dovremmo mandare gli americani a ramengo.

