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Salvini vola dalla famiglia nel bosco, ecco cosa c’entra il ministro dei Trasporti con il caso

Pubblicato: 09/03/2026 12:36

Il caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli travalica i confini giudiziari per diventare un terreno di scontro politico e istituzionale senza precedenti. Come anticipato dalla premier Giorgia Meloni, il governo ha deciso di intervenire direttamente sulla vicenda dei figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ufficializzato l’invio degli ispettori presso il tribunale dell’Aquila per fare luce sull’ordinanza che ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura protetta. «Confermo che abbiamo già dato disposizione di inviare gli ispettori. Va ricordato che un accertamento preliminare era già stato avviato a novembre. Direi che ora è arrivato il momento di arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda», ha dichiarato il Guardasigilli da Brescia. Gli ispettori potrebbero ascoltare a breve sia i magistrati che i diretti interessati, cercando di districare un nodo che vede contrapposte le valutazioni dei giudici minorili e la tutela del nucleo familiare.

La missione di Salvini e il nodo della separazione dei poteri

Parallelamente all’azione di via Arenula, si muove il vicepremier Matteo Salvini, il quale ha annunciato una trasferta in Abruzzo con una motivazione singolare: non come rappresentante dell’esecutivo, ma «da padre, da genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata». Il leader della Lega ha espresso parole durissime nei confronti dello Stato, affermando che «quei tre bimbi che hanno vissuto per anni felici con mamma, papà, casetta e animali siano alla disperazione». Salvini, accompagnato da esperti legali, punterebbe a incontrare assistenti sociali, psicologi e i responsabili della casa famiglia, con l’obiettivo dichiarato di far sì che i minori «vengano dissequestrati e la famiglia possa tornare a vivere insieme».

Questa “missione”, tuttavia, solleva interrogativi di natura costituzionale. In Italia, vige il principio della separazione dei poteri: il governo non ha l’autorità per annullare o modificare i provvedimenti della magistratura, che resta un ordine autonomo e indipendente. Nonostante ciò, la pressione politica è altissima, alimentata anche dalla vicinanza del referendum sulla Giustizia. Salvini ha ribadito la sua vergogna «da italiano per quei due ragazzi stranieri» che hanno cercato in Italia un futuro, descrivendo l’allontanamento come un atto incomprensibile. Resta da capire quali strumenti concreti intenda utilizzare il ministro per incidere su una decisione giudiziaria che, allo stato attuale, appare già definita dai magistrati competenti.

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