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Guerra in Medio Oriente, borse europee ancora in calo. Energia, Putin offre “aiuto” all’Europa

Pubblicato: 09/03/2026 17:53

I mercati globali si svegliano sotto shock dopo un weekend segnato dall’escalation della guerra in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz, una delle arterie energetiche più importanti del pianeta. Nella notte il petrolio è arrivato a superare i 115 dollari al barile, prima di ripiegare ma restando stabilmente sopra quota 100, un livello che non si vedeva da tempo e che riporta alla memoria le grandi crisi energetiche del passato.

La reazione dei mercati è stata immediata e violenta. In Asia la seduta è stata dominata dalle vendite, con la Borsa di Tokyo che durante le contrattazioni ha perso oltre il 7% prima di chiudere comunque con un pesante -5%. Anche il Kospi sudcoreano e altri listini della regione hanno registrato forti ribassi, mentre gli investitori si rifugiano nei beni considerati più sicuri, come il dollaro e i titoli di Stato.

Il timore che domina le piazze finanziarie è quello di una nuova spirale inflazionistica. Se il prezzo dell’energia dovesse restare elevato a lungo, la crescita economica globale potrebbe rallentare proprio mentre le banche centrali stavano iniziando a discutere di una possibile normalizzazione dei tassi. L’aumento del petrolio e del gas naturale, salito ai massimi dal 2022, riporta quindi in primo piano lo spettro della stagflazione, una combinazione di crescita debole e prezzi in aumento.

Anche l’Europa ha aperto la settimana in forte difficoltà. Le principali Borse europee hanno iniziato le contrattazioni in netto calo, seguendo la scia dei mercati asiatici e dei future americani in rosso. Milano perde oltre il 2%, mentre Parigi, Francoforte e Madrid registrano ribassi simili. In parallelo salgono i rendimenti dei titoli di Stato e cresce la convinzione tra gli investitori che la Bce possa essere costretta a mantenere una linea monetaria più dura del previsto. Nel pomeriggio tutti i principali indici europei hanno recuperato terreno limitando le perdite.

Sul fronte politico ed energetico si muovono anche i governi occidentali. Secondo indiscrezioni, i ministri delle Finanze del G7 starebbero valutando un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio, una misura straordinaria già utilizzata in passato per stabilizzare i mercati durante le grandi crisi energetiche. L’obiettivo sarebbe quello di contenere la corsa del greggio e calmare le tensioni sui mercati finanziari. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato una riunione d’urgenza della cabina di regia della Commissione di allerta sui prezzi dei carburanti. E nello scenario della crisi di approvvigionamento, con la chiusura dello stretto di Hormuz, irrompe anche Putin che offre “l’aiuto” della Russia “ma solo se a lungo termine”.

17:53 – Putin: “Russia pronta a fornire gas e petrolio ad acquirenti europei ma solo se a lungo termine”
“Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso”, ha dichiarato il Presidente russo Vladimir Putin, sottolineando che “l’equilibrio tra domanda e offerta nel mercato degli idrocarburi sta cambiando a causa del conflitto in Medio Oriente”. “Questo porterà a una nuova realtà dei prezzi, sostenibile (per Mosca, ndr)”, ha aggiunto. La Russia è pronta a fornire gas e petrolio ad acquirenti europei a patto che tale cooperazione sia di lungo termine, ha affermato il Presidente russo Vladimir Putin. “Se le aziende e acquirenti europei decidono all’improvviso di riorientarsi a una cooperazione sostenibile di lungo periodo, esente da pressioni politiche, si può partire. Non ci siamo mai rifiutati”, ha dichiarato. “Siamo disposti a lavorare con gli europei ma abbiamo bisogno di segnali da loro, segnali sulla loro prontezza a lavorare con noi per assicurare la stabilità e la sostenibilità che chiediamo”.

17:28 – Borse, Milano recupera come le principali piazze europee
Dopo una mattina shock con pesanti ribassi, le borse europee recuperano terreno. A Milano l’Ftse Mib fa segnare in questo momento -0,27%, in recupero grazie agli sprint di Leonardo (+6,31%) e Saipem (+4,72%). Recuperano parzialmente le perdite anche le altre borse europee con Parigi (Cac 40 attorno al -1%), Londra (Ftse 100 a -0,36%) e Francoforte (DAX a -0,59%).

13:21 – Carburanti, Urso convoca d’urgenza la cabina di regia sui prezzi
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato per le 14.30 di oggi una riunione d’urgenza della cabina di regia della Commissione di allerta sui prezzi dei carburanti. La decisione è stata presa dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, su indicazione dello stesso ministro e in coordinamento con le altre amministrazioni competenti.
L’incontro servirà ad analizzare l’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e a fornire al governo elementi utili per valutare eventuali interventi, qualora gli aumenti dei listini dovessero proseguire o risultare legati a possibili fenomeni speculativi.

13:10 – Borse europee in lieve recupero ma restano in calo
Le Borse europee restano in territorio negativo, pur mostrando un leggero recupero rispetto ai livelli registrati in apertura. A pesare sui mercati sono soprattutto l’impennata dei prezzi del petrolio e il nuovo aumento del gas, fattori che alimentano i timori di un ritorno delle pressioni inflazionistiche.
Nei primi scambi Parigi segna un calo dell’1,92% con il Cac 40, mentre Francoforte arretra dell’1,31% con il Dax. In ribasso anche Londra, con l’Ftse 100 a -1,10%. Andamento negativo anche per Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib segna un calo dell’1,33%.

11:11 – L’indice della paura Vix vola ai massimi da aprile 2025
Le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente stanno alimentando forte volatilità sui mercati finanziari. L’indice Vix, considerato il principale indicatore della paura a Wall Street, è salito questa mattina fino a superare quota 35, toccando i livelli più alti dall’aprile 2025.
All’epoca l’indicatore aveva registrato picchi simili dopo l’annuncio dei nuovi dazi commerciali da parte del presidente statunitense Donald Trump, nel cosiddetto “Liberation Day”. Successivamente il Vix ha leggermente ridotto i guadagni, attestandosi intorno a quota 31,5, comunque in aumento del 6,7%.

10:49 – Piazza Affari riduce le perdite: Ftse Mib a -1,6%
Dopo oltre un’ora di contrattazioni la Borsa di Milano riduce parzialmente il calo iniziale. L’indice Ftse Mib arretra dell’1,6% a quota 43.470 punti, con la maggior parte dei titoli del listino principale ancora in territorio negativo.
A sostenere il mercato sono soprattutto alcuni titoli industriali e bancari, tra cui Prysmian e Stellantis. In aumento anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi, salito a 80 punti base: il rendimento del decennale italiano cresce di 6,5 punti al 3,68%, mentre quello tedesco si attesta al 2,87%.

10:37 – Bund tedesco ai massimi dal 2011 Il rendimento dei Bund tedeschi a dieci anni sale oltre il 2,9%, avvicinandosi ai livelli più alti dal 2011. L’impennata arriva mentre il petrolio supera i 100 dollari al barile, alimentando i timori che l’escalation della guerra in Medio Oriente provochi interruzioni prolungate delle forniture energetiche globali e una nuova pressione sull’inflazione. Il blocco dello Stretto di Hormuz e il rallentamento della produzione da parte di alcuni Paesi produttori stanno spingendo gli investitori a rivedere le aspettative sull’andamento dei prezzi e rafforzano l’ipotesi di una politica monetaria più restrittiva da parte della Bce.

10:03 – Europa ancora sotto pressione Le Borse europee restano sotto pressione nella prima seduta della settimana, anche se i cali risultano più contenuti rispetto al crollo registrato in Asia. Parigi e Madrid cedono circa il 2,5%, Francoforte perde il 2,3%, mentre Milano oscilla intorno al -2,25%. Più contenuta la flessione di Londra, che segna circa -1,7%. L’ondata di vendite riflette le preoccupazioni degli investitori per il possibile impatto della crisi energetica sull’economia globale e sulla crescita.

09:29 – Mercati scommettono su due rialzi dei tassi Bce L’impennata del prezzo del petrolio sta cambiando rapidamente le aspettative dei mercati. Secondo le stime raccolte da Bloomberg, gli investitori ora prevedono due rialzi dei tassi da parte della Banca centrale europea entro il 2026. La prima decisione potrebbe arrivare già entro giugno con un aumento di 25 punti base, seguita da un secondo intervento entro la fine dell’anno. Anche per la Bank of England le probabilità di un rialzo dei tassi entro l’anno salgono al 70%.

09:16 – Apertura negativa per le Borse europee L’avvio delle contrattazioni in Europa conferma il clima di tensione già visto in Asia. Parigi apre in lieve calo ma scivola rapidamente fino a perdere oltre il 2,6%. Londra registra un -1,29%, mentre i ribassi più pesanti si registrano a Francoforte e Madrid, entrambe oltre il -2,5%. Il sentiment negativo segue il tracollo dei listini asiatici e il calo dei future americani, segnale di una possibile giornata difficile anche per Wall Street.

09:14 – Milano perde il 2,73% in avvio La Borsa di Milano apre la settimana in forte calo. Il Ftse Mib cede il 2,73% nei primi scambi, con ribassi marcati per Prysmian, Popolare di Sondrio, Stm, Tim e Stellantis. Tra i pochi titoli in positivo emergono Leonardo, sostenuta dalle tensioni geopolitiche, insieme a Eni e Lottomatica.

08:43 – Euro in calo sul dollaro La moneta unica europea scende contro il dollaro, perdendo oltre lo 0,5% e scivolando a quota 1,1559. Anche la sterlina arretra mentre il biglietto verde si rafforza sui mercati valutari, sostenuto dalla fuga degli investitori verso asset considerati più sicuri.

08:39 – Gas ai massimi dal 2022 Non solo petrolio. Anche il gas naturale registra un balzo significativo, raggiungendo i livelli più alti dal 2022 sulla piattaforma Ttf di Amsterdam. I contratti future con consegna ad aprile segnano un aumento del 20% e arrivano a 64 euro.

08:28 – Il G7 valuta il rilascio delle riserve strategiche Di fronte all’impennata dei prezzi del greggio, i ministri delle Finanze del G7 stanno valutando un possibile rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio, che potrebbe essere discusso in una riunione d’emergenza con il coordinamento dell’Agenzia internazionale dell’energia per calmare i mercati.

08:14 – Tokyo chiude a -5,2% La Borsa di Tokyo è stata la più colpita dalla tempesta finanziaria. L’indice Nikkei 225 chiude con un crollo del 5,2% dopo aver perso oltre il 7% durante la seduta. Pesanti ribassi anche per altri mercati asiatici, con il Kospi sudcoreano in calo del 6%.

06:01 – Nikkei crolla di oltre il 7% All’apertura delle contrattazioni in Asia l’indice giapponese Nikkei aveva subito un tracollo superiore al 7%, innescato dall’impennata del petrolio oltre i 110 dollari e dai timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.

03:45 – Petrolio oltre i 116 dollari al barile Durante la notte i prezzi del petrolio WTI hanno registrato un balzo superiore al 30%, arrivando oltre i 116 dollari al barile, mentre anche il Brent ha segnato rialzi superiori al 27% in un mercato dominato dal panico per la crisi energetica.

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Ultimo Aggiornamento: 09/03/2026 17:59

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