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Mattarella lancia l’allarme: “Si vuole abbattere il diritto internazionale”

Pubblicato: 10/03/2026 12:34

In occasione del centocinquantesimo anniversario della prestigiosa Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Politica, Istituzioni e Mercato. L’evento non è stato soltanto una celebrazione accademica, ma si è trasformato in un altissimo momento di riflessione civile e istituzionale. Attraverso le sue parole, il Capo dello Stato ha tracciato un filo rosso che collega le radici della democrazia italiana alle turbolenze del panorama geopolitico contemporaneo, offrendo una lezione magistrale sulla necessità di proteggere le architetture giuridiche che garantiscono la convivenza pacifica tra le nazioni.

Il connubio tra cultura e politica

Nel cuore del suo intervento, Mattarella ha voluto rendere omaggio alla genesi della nostra Repubblica, ricordando come l’Assemblea Costituente sia stata il frutto di un dialogo senza precedenti tra il mondo della cultura e quello della politica militante. Secondo il Presidente, la forza della nostra Carta fondamentale risiede proprio in questa contaminazione. Gli studiosi e gli intellettuali del tempo, pur appartenendo a correnti di pensiero diverse, seppero affiancare i rappresentanti politici per dare vita a un testo capace di superare le contingenze del momento.

Questa collaborazione autentica ha permesso di tradurre i valori universali in norme giuridiche, ponendo le basi per una rinascita nazionale che non fosse solo materiale, ma soprattutto morale e democratica. La cultura, intesa come apertura al confronto e ricerca di mediazioni alte, rimane dunque il presupposto indispensabile per una politica che voglia davvero essere al servizio del bene comune.

Un passaggio fondamentale del discorso ha riguardato la funzione storica e costituzionale dei partiti politici. Il Presidente ha sottolineato come queste formazioni abbiano rappresentato il vero motore della rinascita italiana, agendo come strumenti di partecipazione di massa in un modo mai visto prima nella storia dello Stato unitario. La Costituzione assegna loro un compito essenziale nella determinazione della politica nazionale, ma tale ruolo non li esime dal dovere di evolversi. Mattarella ha infatti richiamato l’importanza di un sistema di stimoli e critiche costruttive che deve provenire costantemente sia dal corpo elettorale che dal mondo accademico e culturale. La vitalità della democrazia dipende dalla capacità delle istituzioni e dei partiti di restare permeabili al pensiero critico e alle istanze di una società in continua trasformazione, evitando l’arroccamento e la perdita di contatto con i principi fondativi.

La minaccia al diritto internazionale

L’analisi più severa e preoccupata del Capo dello Stato si è rivolta alla situazione internazionale, denunciando un pericoloso tentativo di smantellare l’ordine mondiale costruito faticosamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Mattarella ha osservato con estrema lucidità come oggi si stia diffondendo una inedita pretesa di agire al di fuori delle regole condivise e degli impegni assunti in sede sovranazionale.

Questa tendenza mira ad abbattere il principio di parità tra gli Stati, favorendo dinamiche di forza che ignorano il ruolo degli organismi internazionali. Il Presidente ha avvertito che l’erosione della sovranità degli Stati e il depotenziamento degli enti sovranazionali mettono a rischio il traguardo della pace e della cooperazione globale. In un mondo sempre più frammentato, il richiamo al rispetto delle regole comuni non è un mero esercizio giuridico, ma una necessità vitale per evitare il ritorno a una stagione di conflitti e prevaricazioni.

Il conferimento del titolo accademico a Firenze si chiude con un monito che suona come una chiamata alla responsabilità per le classi dirigenti del futuro. Il Presidente ha ribadito che la scienza e la cultura sono per definizione aperte al dialogo e inclini alla ricerca di soluzioni pacifiche. In questo senso, l’eredità della Scuola Cesare Alfieri e degli studi politici deve servire come scudo contro le tentazioni isolazionistiche e autoritarie. La difesa della sovranità non può passare attraverso la negazione dei diritti degli altri o il disconoscimento delle istituzioni comuni, ma deve realizzarsi all’interno di un quadro di rispetto reciproco e legalità internazionale. La lezione di Mattarella ricorda a tutti che la democrazia e la pace non sono conquiste acquisite una volta per sempre, ma richiedono una manutenzione costante fatta di studio, impegno politico coerente e una fedeltà assoluta ai principi di libertà che hanno reso possibile la rinascita dell’Italia.

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Ultimo Aggiornamento: 10/03/2026 16:30

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