
Il risveglio per migliaia di pendolari e viaggiatori si è trasformato in un’odissea logistica a causa del forte sisma che ha colpito la zona flegrea. Il terremoto, con una magnitudo di 5.9, si è originato nel cuore del Golfo di Napoli a una profondità di circa 414 chilometri, attivando immediatamente i protocolli di sicurezza nazionale. Sebbene l’ipocentro profondo abbia attutito i danni superficiali, le ripercussioni sulla rete ferroviaria sono state pesanti: i convogli in transito tra Salerno e Napoli Centrale verso nord hanno registrato rallentamenti critici, con picchi di attesa che alla stazione di Roma Termini hanno sfiorato i 140 minuti.
Verifiche tecniche e ripristino della circolazione
Per tutta la notte, le squadre di esperti hanno setacciato binari e infrastrutture per escludere lesioni strutturali. Alle ore 7:40, Trenitalia ha ufficialmente comunicato che la situazione è tornata «regolare» sotto il profilo della sicurezza, specificando però che il sistema deve ora gestire l’imponente mole di ritardi accumulati. Molti treni Alta Velocità, come il FR 9304 per Torino e il FR 9490 per Venezia, sono stati oggetto di pesanti variazioni orarie. Situazione ancora più complessa per gli Intercity: il treno IC 582 da Salerno per Roma è stato cancellato, costringendo i passeggeri a ripiegare su soluzioni alternative.
Al momento, i monitor delle principali stazioni segnalano ancora disagi per i collegamenti a lunga percorrenza. Tra i convogli con un «maggior tempo di percorrenza superiore a 60 minuti» figurano il FR 9608 da Salerno a Milano e diversi treni notte provenienti dalla Sicilia, come l’ICN 1962 da Siracusa. Nonostante il caos mattutino, le autorità ferroviarie rassicurano sul fatto che i ritardi tenderanno ad assottigliarsi progressivamente, venendo del tutto assorbiti nel corso della giornata. Il monitoraggio resterà costante nelle prossime ore per garantire la stabilità di un’area nevralgica per la mobilità del Paese.

