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Precipita in un pozzo all’Eremo di Monte Giove: morto un 34enne, indagini sulla caduta

Pubblicato: 13/03/2026 16:01

Un volo di trenta metri nel buio di un pozzo ha messo fine alla vita di Vasyl Khomiak, 34enne ucraino, all’interno dell’Eremo di Monte Giove, sulle colline di Fano. Il corpo dell’uomo è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco dopo una notte di ricerche avviate in seguito ad alcuni ritrovamenti sospetti all’interno della chiesa del monastero.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si sarebbe aggirato nella zona in uno stato di delirio mistico e avrebbe scambiato una piccola torre in pietra per un possibile riparo. Oltre la porta, però, non vi era alcun pavimento ma una voragine profonda e priva di protezioni, nella quale l’uomo sarebbe precipitato.

Il medico del 118, intervenuto sul posto, ha riscontrato sul cadavere profondi traumi alla testa e un piede spezzato, lesioni compatibili con una caduta accidentale. Gli investigatori hanno escluso segni di colluttazione e stanno ricostruendo il percorso compiuto dal 34enne prima della tragedia.

Khomiak era seguito dal Centro di salute mentale di Pesaro e in passato era stato sottoposto a diversi trattamenti sanitari obbligatori. Negli ultimi tempi, secondo quanto emerso, il suo disagio psicologico si era trasformato in una forte ossessione religiosa, che lo aveva portato a cercare accoglienza proprio presso i monaci camaldolesi dell’eremo.

Sabato scorso l’uomo si era presentato alla struttura chiedendo di poter restare, ma i frati gli avevano spiegato che non era possibile ospitarlo. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il 34enne non si sarebbe allontanato dall’area, nascondendosi invece all’interno del perimetro dell’eremo per muoversi dopo la chiusura dei cancelli.

Prima della caduta nel pozzo, Khomiak sarebbe entrato nella chiesetta del monastero, arrivando a sollevare il pesante coperchio dell’urna collocata sotto l’altare per estrarre la cassetta con la reliquia di San Valerio. Vicino all’altare sono state trovate tracce di sangue e lo zaino dell’uomo, al cui interno c’erano un’icona ortodossa e un messale in cirillico.

L’allarme è scattato quando i monaci hanno notato i segni del passaggio all’interno del luogo di culto. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri e unità cinofile, con il supporto di droni per perlustrare i sentieri e le zone boscose intorno all’eremo.

La scoperta della torretta con il pozzo aperto ha poi portato al tragico epilogo. Saranno ora gli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura a stabilire con precisione l’orario del decesso e a chiarire definitivamente la dinamica della vicenda.

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