
La sconfitta contro Jannik Sinner nella semifinale di Wimbledon brucia, ma Novak Djokovic non cerca scuse. Il campione serbo riconosce la superiorità dell’azzurro, capace di imporsi in tre set, e ammette con grande sportività di essere stato nettamente inferiore. Allo stesso tempo, però, lascia aperta la porta a un possibile ritorno sull’erba londinese nel 2027, quando avrà 40 anni.
Il botta e risposta in conferenza stampa
Nel corso della conferenza stampa, Djokovic ha risposto con decisione a un giornalista che gli faceva notare come fosse sembrato più competitivo rispetto alla scorsa stagione.
«Wrong», lo ha interrotto subito il serbo, correggendo la premessa della domanda.
Poi ha spiegato: «Ho appena detto che ti sbagli, non sono d’accordo con la tua opinione. Io sono sempre competitivo. Do sempre il massimo nelle diverse circostanze. A volte da fuori sembra di più, a volte di meno. Ma solo io so cosa passo dentro di me e cosa serve per riuscire ancora a giocare a questo livello. Ovviamente sono deluso e volevo vincere Wimbledon, ed è per questo che continuo a spendermi così tanto. Ma ho semplicemente perso contro un giocatore migliore e devo accettarlo. Quando esci dal campo è difficile da accettare, ma è quello che è».
Novak Djokovic after his loss to Jannik Sinner at Wimbledon
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) July 10, 2026
“Is there anything you could’ve done tactically differently today against Jannik?”
Novak: “No not really. It was a good old blow out. 😂 not much I could do.” pic.twitter.com/a7HGfL5DT4
“Sinner era uno o due livelli sopra”
Djokovic non ha nascosto l’evidenza della superiorità mostrata da Sinner durante il match.
«Non sono arrabbiato con me stesso, non penso di aver fatto troppe cose sbagliate. Ero semplicemente uno o due livelli sotto di lui. Lui giocava così solido da tutti i lati. Il servizio era molto difficile da leggere, è diventato un’arma incredibile negli ultimi anni da quando ha cambiato tecnica ed è solido come chiunque altro dal fondo del campo. E questo è tutto».
Parole che certificano la crescita del numero uno italiano, capace di mettere in difficoltà anche uno dei più grandi tennisti della storia.
“Una buona vecchia batosta”
Alla domanda se ci fosse stato qualcosa che avrebbe potuto fare per cambiare l’andamento della semifinale, Djokovic è stato altrettanto netto.
«No, davvero non avrei potuto fare niente. È stata una buona vecchia batosta… non c’è molto che potessi fare».
Infine, il serbo ha parlato del proprio futuro, senza escludere un’altra partecipazione ai Championships: «Tornare a Wimbledon l’anno prossimo? Mi piacerebbe almeno un’altra volta. Vedremo».


