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Caos a Cuba, incendiata una sede locale del Partito comunista

Pubblicato: 14/03/2026 18:42

Tensione e disordini nel centro di Cuba, dove nelle ultime ore manifestanti hanno preso di mira una sede locale del Partito Comunista cubano (Pcc) nel municipio di Morón, nella provincia di Ciego de Ávila. Durante le proteste l’edificio è stato assaltato e parte del mobilio e del materiale di propaganda è stato trascinato in strada e dato alle fiamme.
Secondo le ricostruzioni diffuse da media latinoamericani e internazionali, i manifestanti hanno fatto irruzione nell’edificio del partito, danneggiando uffici, computer e documenti prima di appiccare l’incendio. L’azione è avvenuta durante una manifestazione iniziata in modo pacifico ma degenerata rapidamente in scontri con le forze dell’ordine.

Proteste e tensioni nella notte

Le proteste sarebbero esplose nella notte tra venerdì e sabato, quando centinaia di residenti sono scesi in strada gridando slogan come “Libertà” e “Patria y Vida”, parole diventate simbolo dell’opposizione al regime negli ultimi anni. I dimostranti hanno organizzato anche cacerolazos, le proteste rumorose con pentole e utensili da cucina, una forma di contestazione sempre più diffusa nell’isola.

Durante i disordini, oltre alla sede del Partito Comunista, sarebbero stati danneggiati anche alcuni negozi e una farmacia nelle vicinanze, mentre diversi video circolati sui social mostrano persone che trascinano mobili e simboli del partito fuori dall’edificio per poi incendiarli.

Spari e un ferito

Secondo attivisti e fonti dell’opposizione, durante gli scontri la polizia avrebbe aperto il fuoco contro la folla. Un giovane sarebbe rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco alla coscia mentre si trovava davanti alla sede del Partito Comunista.

Le autorità non hanno confermato ufficialmente i dettagli dell’episodio, ma diversi video diffusi online mostrerebbero il momento in cui il giovane viene colpito e soccorso da altre persone presenti alla protesta. Al termine degli scontri almeno cinque persone sarebbero state arrestate dalle forze di sicurezza.

Internet bloccato e informazioni difficili da verificare

Le proteste si sono svolte mentre nella zona era in corso un’interruzione del servizio internet, circostanza che ha reso più difficile la circolazione delle informazioni e la verifica in tempo reale di quanto stava accadendo. La disconnessione della rete è una misura già adottata in passato dal governo cubano durante momenti di tensione sociale.

Una crisi economica sempre più grave

Le manifestazioni a Morón si inseriscono in un contesto di grave crisi economica e sociale che attraversa l’isola. Negli ultimi mesi la popolazione ha dovuto affrontare lunghe interruzioni di corrente, carenza di carburante e difficoltà nell’approvvigionamento di cibo e medicine. Il governo cubano attribuisce gran parte della crisi alle sanzioni e all’embargo statunitense, mentre l’opposizione accusa le autorità di non essere in grado di gestire la situazione economica.

Negli ultimi anni le proteste sono diventate più frequenti. Dopo le grandi manifestazioni del 2021, considerate le più importanti sull’isola dagli anni Novanta, nuove mobilitazioni sono esplose anche tra il 2024 e l’inizio del 2026, spesso legate proprio ai blackout e alla scarsità di beni essenziali. Gli scontri di Morón rappresentano l’ultimo segnale di una tensione sociale che continua a crescere in diverse zone del Paese.

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