
Il conflitto in Iran rischia di trasformarsi in qualcosa di molto più grande di una guerra regionale. A lanciare l’allarme è Fiona Hill, ex consigliera della Casa Bianca per Europa e Russia durante la prima amministrazione Trump, che in un’intervista a Repubblica descrive uno scenario internazionale sempre più vicino a una possibile escalation globale. Secondo Hill, il rischio è che il confronto militare in Medio Oriente finisca per coinvolgere progressivamente anche gli alleati europei, trascinandoli in una dinamica di guerra su scala mondiale.
La studiosa, oggi tra le analiste più ascoltate sulla politica estera americana, parla di un sistema internazionale che si muove senza piena consapevolezza verso un conflitto più ampio. “Stiamo camminando come sonnambuli verso la Terza guerra mondiale, o comunque verso un conflitto che ha già una dimensione globale”, spiega nell’intervista. E il punto centrale, secondo Hill, è proprio il ruolo degli Stati Uniti, che starebbero cercando di coinvolgere gli europei nel confronto militare in corso.
Il rischio di un’escalation globale
Secondo Hill, la guerra in Iran non può essere letta isolatamente, ma dentro una rete di crisi che vanno dall’Ucraina al Golfo Persico. L’aumento dei prezzi del petrolio, ad esempio, rischia di avere effetti indiretti anche sul conflitto tra Russia e Ucraina, perché potrebbe garantire a Mosca maggiori entrate per finanziare lo sforzo bellico.
La situazione, tuttavia, non è così semplice. Hill osserva che la Russia potrebbe non essere in grado di sfruttare pienamente l’aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto per i problemi interni che sta affrontando sul fronte militare. “Il vero problema di Putin oggi è la crisi del reclutamento dei soldati”, spiega, sottolineando che le risorse economiche non bastano a compensare la carenza di uomini.
Nel frattempo, però, il quadro geopolitico si complica ulteriormente. L’analista ricorda che Mosca starebbe fornendo intelligence all’Iran, mentre Washington fa lo stesso con Kiev. Un equilibrio che rende il sistema internazionale sempre più simile a una guerra indiretta tra potenze.
Il nodo delle scelte europee
Nell’intervista a Repubblica, Hill sostiene che l’Europa si trovi davanti a una decisione strategica. A suo giudizio, gli Stati Uniti starebbero mettendo gli alleati sulla difensiva proprio per spingerli a entrare nel conflitto. “Gli Usa stanno cercando di mettere gli europei sulla difensiva per tirarli dentro”, afferma.
Per questo motivo propone un passaggio politico preciso: i Paesi della Nato dovrebbero invocare l’articolo 4, che prevede consultazioni urgenti tra gli alleati quando uno Stato membro percepisce una minaccia alla sicurezza. Sarebbe, secondo Hill, il modo per aprire una discussione chiara su obiettivi, strategie e possibili conseguenze del conflitto.
Solo dopo questo confronto, sostiene l’ex consigliera della Casa Bianca, gli europei dovrebbero decidere se partecipare direttamente alla guerra oppure restarne fuori. La sua analisi si chiude con un avvertimento che pesa come una diagnosi sul momento storico attuale: il sistema internazionale sta entrando in una fase di conflitti intrecciati, dove Iran, Russia, Stati Uniti e Europa rischiano di trovarsi coinvolti nello stesso scenario globale senza averlo realmente scelto.


