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Sanzioni alla Russia, tensione tra Europa e Stati Uniti. Bruxelles: “Mossa sbagliata derogarle”

Pubblicato: 14/03/2026 07:24

La decisione di Donald Trump di allentare le sanzioni contro la Russia, in particolare sul petrolio russo, provoca tensioni tra Stati Uniti ed Europa. L’Unione europea, insieme alla Gran Bretagna, esprime forte preoccupazione per una scelta considerata un possibile vantaggio per Vladimir Putin e un rischio per la resistenza ucraina.

Il presidente americano ha infatti deciso di introdurre una deroga di trenta giorni per l’acquisto di greggio e prodotti petroliferi soggetti a sanzioni. La misura riguarda esclusivamente il petrolio già bloccato in mare, pari a circa cento milioni di barili, una quantità vicina alla produzione giornaliera globale.

Nonostante il carattere temporaneo della decisione, per molti governi europei si tratta comunque di un ammorbidimento delle sanzioni contro il Cremlino. Una scelta che, secondo diversi osservatori, potrebbe garantire nuove risorse economiche a Mosca.

La preoccupazione è stata espressa anche dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che durante un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron ha criticato apertamente la decisione di Washington. «Rafforza la posizione della Russia – ha dichiarato – e potrebbe portare a dieci miliardi di dollari per finanziare la guerra».

Secondo Bruxelles, questo allentamento rischia di indebolire la pressione economica su Mosca. «Le nostre sanzioni e il price cap deciso a livello Ue restano validi – ha sottolineato la Commissione europea – e non è il momento di allentare la pressione sulla Russia».

La questione potrebbe essere affrontata anche nel prossimo G7, mentre i leader europei discuteranno della situazione durante il Consiglio europeo previsto nei prossimi giorni.

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha evidenziato le implicazioni della decisione americana. «L’aumento della pressione economica sulla Russia è essenziale per costringerla ad accettare un negoziato serio verso una pace giusta e duratura», ha dichiarato. Secondo le stime, l’allentamento delle restrizioni potrebbe portare oltre 150 milioni di dollari al giorno nelle casse russe.

Diversi leader europei hanno ribadito la linea della fermezza. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito «sbagliato» allentare le sanzioni in questa fase, mentre Macron ha affermato che la situazione nello Stretto non giustifica la scelta statunitense. Anche la Gran Bretagna ha ribadito la necessità di mantenere la pressione economica su Mosca.

Una posizione diversa arriva invece dall’Ungheria di Viktor Orbán, che ha accolto con favore la decisione americana. Il governo ungherese invita infatti l’Unione europea a seguire l’esempio degli Stati Uniti, sospendendo le sanzioni sul petrolio russo per contenere l’aumento dei prezzi energetici.

Per il resto del continente, tuttavia, l’episodio riapre il tema della sicurezza energetica e della stabilità delle relazioni con Washington, mentre cresce l’incertezza sul futuro delle sanzioni e sull’equilibrio geopolitico legato alla guerra in Ucraina.

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