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Denise Pipitone, nuova pista dopo vent’anni: “C’è un testimone decisivo, l’inchiesta va riaperta”

Pubblicato: 15/03/2026 22:36

A oltre vent’anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, il caso potrebbe conoscere nuovi sviluppi. La criminologa Antonella Delfino Pesce sostiene infatti di aver individuato un testimone ritenuto potenzialmente decisivo, che potrebbe fornire elementi utili per chiedere la riapertura delle indagini sulla bambina scomparsa il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo, quando aveva appena quattro anni.
«È una persona di Milano, che viveva lì anche all’epoca dei fatti. Un testimone lucido e affidabile che riferisce particolari molto importanti», ha spiegato la criminologa parlando del nuovo elemento emerso durante il lavoro di analisi svolto nell’ambito delle indagini difensive affidatele da Tony Pipitone, padre legale della bambina.

La pista del filmato girato a Milano

Il nuovo testimone avrebbe fornito dettagli su una delle piste più discusse degli ultimi anni, quella legata a un filmato girato a Milano poche settimane dopo la scomparsa di Denise.

Il 18 ottobre 2004, davanti a una banca del capoluogo lombardo, la guardia giurata Felice Grieco riprese con il cellulare una bambina che si trovava in compagnia di una donna nomade. Nel video si sente la voce della piccola chiedere: «Dove mi porti?», con un accento che molti interpretarono come siciliano.

Nonostante la bambina avesse il cappuccio sulla testa, diversi osservatori notarono una somiglianza con Denise Pipitone. Il filmato riaccese le speranze della famiglia e degli investigatori, ma non fu mai possibile identificare né la bambina né la donna che la accompagnava.

Il nuovo testimone e la richiesta di riaprire il caso

Secondo la criminologa Delfino Pesce, il testimone individuato negli ultimi anni potrebbe fornire circostanze utili per chiarire quella pista.

«Riferisce elementi che potrebbero portare alla riapertura del caso», ha spiegato la criminologa in un’intervista. «Non capisco perché la Procura di Marsala non mi convochi per poter spiegare meglio questi particolari e, soprattutto, perché non si decida ad ascoltare questo testimone».

Delfino Pesce ha già redatto una relazione dettagliata, trasmessa alla Procura tramite l’avvocata Luisa Calamia, ma i magistrati hanno respinto la richiesta di riapertura dell’indagine.

Chi è la criminologa Antonella Delfino Pesce

Definita spesso la “criminologa dei casi impossibili”, Antonella Delfino Pesce si è specializzata nel riesame dei cold case. In passato il suo lavoro di approfondimento ha contribuito a riaprire numerose indagini archiviate.

Tra i casi più noti c’è quello dell’omicidio di Nada Cella, per il quale, a trent’anni dai fatti, si è arrivati a un processo concluso con la condanna a 24 anni di carcere per Anna Lucia Cecere.

Anche sul caso Denise Pipitone la criminologa ha analizzato migliaia di pagine di atti investigativi ed è stata più volte a Mazara del Vallo per ricostruire i passaggi della vicenda.

Cosa potrebbe cambiare nella ricostruzione

Secondo Delfino Pesce, il nuovo testimone non permetterebbe necessariamente di risolvere il caso, ma potrebbe circoscrivere meglio alcuni aspetti della pista milanese.

«Non dico che grazie a questo testimone troveremo Denise», precisa. «Dico però che fornisce elementi che potrebbero delimitare un ambito preciso, utile per stabilire se la bambina del filmato fosse davvero Denise. C’è anche una ricostruzione leggermente diversa di quella giornata, che potrebbe incidere sugli orari e sugli alibi».

Per la criminologa si tratterebbe di un accertamento necessario, da svolgere «senza preconcetti, anche se poi non dovesse portare a nulla».

La reazione della madre Piera Maggio

Sul lavoro della criminologa si è mostrata critica Piera Maggio, madre di Denise Pipitone. In un post pubblicato su Facebook ha espresso il proprio disagio per le continue ipotesi che emergono sul caso.

«Rispettare una madre non è solo un dovere, ma un riconoscimento del primo legame che ha permesso a mia figlia di esistere», ha scritto, aggiungendo che oggi molte persone si sentono libere di oltrepassare il limite.

Delfino Pesce ha replicato spiegando di comprendere la diffidenza maturata negli anni: «In passato ci sono stati molti millantatori, quindi è comprensibile una certa insofferenza. Ma non è il mio caso. Io mi limito a fare un lavoro di ricerca sulle vecchie indagini e metto le mie conclusioni a disposizione dei legali e degli inquirenti».

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Ultimo Aggiornamento: 15/03/2026 22:48

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