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Elicotteri Usa in volo sulle Madonie, M5S: “Gravissimo, Schifani riferisca all’Ars”

Pubblicato: 16/03/2026 12:48

Scoppia la polemica in Sicilia dopo l’atterraggio di due elicotteri militari statunitensi nel cuore del Parco delle Madonie, un’area naturale protetta nel Palermitano. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha acceso il dibattito politico e ambientale sull’uso di zone di massima tutela ambientale per operazioni militari, sollevando interrogativi sul ruolo delle autorità regionali e nazionali.

A denunciare l’accaduto è stato Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha definito l’episodio «un fatto gravissimo». Secondo il parlamentare regionale, un atterraggio di mezzi militari stranieri in un’area protetta potrebbe essere giustificato solo da ragioni di emergenza assoluta.

De Luca ha inoltre sottolineato come la collaborazione con la NATO non debba trasformarsi in una subordinazione agli interessi militari degli Stati Uniti. Il riferimento è al contesto internazionale segnato dalle tensioni con l’Iran, che secondo il deputato renderebbe ancora più delicato l’utilizzo del territorio siciliano per operazioni militari.

Il capogruppo pentastellato ha quindi chiesto chiarimenti al presidente della Regione Renato Schifani, domandando se fosse stato informato dell’operazione. «Il Parlamento regionale certamente no», ha dichiarato, sollecitando il governatore a riferire con urgenza nell’aula di Sala d’Ercole, sede dell’Assemblea regionale.

Oltre all’aspetto politico, al centro delle critiche c’è anche la questione ambientale. L’atterraggio sarebbe avvenuto in una zona classificata “A”, ovvero un’area di massima tutela naturalistica all’interno del Parco delle Madonie. Un elemento che, secondo gli oppositori, renderebbe l’episodio ancora più grave e incompatibile con le norme di protezione del territorio.

Preoccupazione è stata espressa anche dal sindacato. Il segretario generale della CGIL Palermo, Mario Ridulfo, insieme al segretario della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, ha definito l’episodio «un evento preoccupante», avvenuto nel cuore di un territorio riconosciuto come UNESCO Global Geopark.

I due dirigenti sindacali hanno inoltre collegato l’episodio alla presenza, nella stessa area, di un importante progetto scientifico in fase di sviluppo sul Monte Mufara. Si tratta di un polo astronomico avanzato che dovrebbe ospitare il Wide Field Mufara Telescope (WMT) e il futuro telescopio Flyeye dell’Agenzia Spaziale Europea, strumenti progettati per monitorare asteroidi e detriti spaziali.

Proprio la vicinanza tra l’area dell’atterraggio e il sito del telescopio ha alimentato nuovi interrogativi. Secondo CGIL Palermo e CGIL Sicilia, il progetto dichiarato di interesse strategico nazionale potrebbe essere collegato ad attività diverse da quelle esclusivamente scientifiche, ipotesi che ha aumentato le preoccupazioni tra cittadini e amministratori locali.

Per questo motivo sindacati e rappresentanti delle comunità locali chiedono massima trasparenza. Le popolazioni dei 22 comuni delle Madonie, insieme a molte realtà della società civile siciliana, sollecitano il governo nazionale e quello regionale a chiarire in Parlamento cosa sia realmente accaduto e quali siano le attività militari previste nell’area protetta.

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Ultimo Aggiornamento: 16/03/2026 13:27

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