
La notte degli Oscar 2026 regala una sorpresa che va oltre il cinema. Mentre il film Una battaglia dopo l’altra, diretto da Paul Thomas Anderson, conquista alcune delle statuette più importanti della serata, il premio per il miglior attore protagonista finisce a Sean Penn, che porta così a casa il suo terzo Academy Award. Ma al Dolby Theater di Los Angeles l’attore non si vede. Quando il suo nome viene pronunciato sul palco, la poltrona resta vuota e la statuetta viene ritirata da altri.
Penn ha vinto grazie al personaggio del colonnello Lockjaw, un militare brutale e profondamente razzista che attraversa l’intera storia del film con la sua mimetica addosso e una violenza sempre pronta a esplodere. Una performance dura e controversa, ma che ha convinto l’Academy. L’attore aveva già vinto due Oscar in passato per Mystic River e Milk, consolidando una carriera che da decenni alterna interpretazioni intense, impegno politico e frequenti prese di distanza dal sistema hollywoodiano.
La statuetta ritirata da Kulkin
A spiegare l’assenza dell’attore è stato dal palco Kieran Kulkin, che ha presentato la categoria e ha accettato il premio al suo posto. “Non ha potuto o non ha voluto essere qui con noi, quindi lo accetterò io per lui”, ha detto con una battuta che ha strappato un sorriso alla platea. Non è la prima volta che Penn evita le grandi celebrazioni del cinema americano. Durante questa stagione dei premi si è visto solo ai Golden Globe, dove era stato notato mentre fumava in sala, mentre ha saltato quasi tutti gli altri eventi, compresi gli Act Awards, dove era stato premiato in absentia.
L’atteggiamento non sorprende chi segue da anni il rapporto complicato tra Penn e Hollywood. L’attore ha sempre mostrato una certa allergia ai rituali dell’industria cinematografica, preferendo spesso impegnarsi in cause politiche o umanitarie piuttosto che partecipare alle celebrazioni del settore.
La missione verso Kiev
Dietro l’assenza potrebbe esserci un viaggio ben più significativo. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’attore sarebbe in viaggio verso l’Europa, probabilmente diretto in Ucraina. Alcune persone a conoscenza dei suoi programmi hanno riferito al quotidiano che Penn avrebbe deciso di recarsi nel paese per ribadire il suo sostegno alla resistenza ucraina contro la Russia di Vladimir Putin. Le fonti non hanno però confermato né l’itinerario preciso né la data della possibile visita.
L’impegno di Penn per Kiev non è una novità. L’attore è stato più volte nel paese dall’inizio della guerra e in passato ha persino donato uno dei suoi Oscar come gesto simbolico di sostegno alla causa ucraina. La sua presenza sul terreno è diventata negli anni una sorta di missione personale, spesso accompagnata da documentari e iniziative di sensibilizzazione internazionale.
L’ultima apparizione pubblica significativa risale allo scorso maggio, quando Penn è comparso a sorpresa al Festival di Cannes insieme a Bono Vox, The Edge e a un gruppo di militari ucraini sul tappeto rosso. In quell’occasione si presentava il documentario Surrender, in cui l’attore racconta la propria vita, la carriera e il rapporto con i conflitti contemporanei. Anche allora il messaggio era lo stesso: il cinema può raccontare il mondo, ma per Penn la politica e la guerra restano realtà da affrontare direttamente, anche a costo di disertare la notte più importante di Hollywood.


