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Inchiesta su presunti abusi su minori: il giornalista si avvale della facoltà di non rispondere

Pubblicato: 17/03/2026 18:38

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha reso dichiarazioni spontanee davanti al Gip di Roma il giornalista di 48 anni arrestato nei giorni scorsi insieme a una insegnante di 52 anni, indicata dagli investigatori come sua presunta amante. I due sono indagati con accuse molto gravi: violenza sessuale su minori, pornografia minorile e detenzione e accesso a materiale pedopornografico.

Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe fornito una versione dei fatti diversa rispetto all’impianto accusatorio dei pm, spiegando anche quando avrebbe conosciuto la donna e la natura del loro rapporto personale. Gli atti dell’inchiesta verranno ora trasmessi alla Procura di Venezia per competenza territoriale.

Per il Gip, infatti, il reato contestato – l’invio di foto della figlia minorenne della donna al 48enne – sarebbe avvenuto da Treviso, città in cui l’insegnante vive e lavora. La difesa del giornalista sta valutando la possibilità di impugnare la nuova ordinanza che verrà emessa nei prossimi giorni dai pm veneti.

Nel frattempo sono in corso accertamenti tecnici sullo smartphone dell’uomo, fermato alla stazione Termini e attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia. Dalle prime analisi forensi emergerebbero contatti con utenti stranieri e scambi di immagini tramite canali Telegram, ritenuti riconducibili a circuiti pedopornografici.

L’indagine sulla coppia è partita dopo la denuncia dell’ex compagno della donna, insospettito dal racconto della figlia. La ragazza avrebbe infatti scoperto sul computer della madre conversazioni e file condivisi con un uomo poi identificato nel giornalista, già vicedirettore di un telegiornale nazionale e dirigente della comunicazione in una società a partecipazione pubblica.

Il 48enne è difeso dall’avvocato Domenico Naccari, mentre la donna è assistita dalle legali Francesca Ottoni e Marta Labozzetta, del foro di Treviso.

Respinge le accuse anche la 52enne, attualmente detenuta nel carcere di Venezia. «Non ho fatto niente, sono innocente», avrebbe dichiarato alle sue avvocate.

Secondo gli investigatori, tra i materiali sequestrati ci sarebbero foto e video della figlia sedicenne della donna, ripresa quando aveva otto anni e viveva a Roma con il padre. Tra i file sarebbero presenti anche immagini più recenti, risalenti al 2024, che ritrarrebbero i nipoti di 5 e 8 anni, figli del fratello della donna che, ignaro, affidava i bambini alla zia.

Per l’accusa sarebbe stata proprio l’insegnante a realizzare le immagini e a inviarle all’uomo, che le avrebbe richieste nel tempo. Gli investigatori stanno ora verificando se il materiale sia stato diffuso online in reti pedofile.

Tra le ipotesi al vaglio della Procura c’è anche l’audizione in forma protetta della figlia della docente, la quale avrebbe scoperto le proprie immagini sul computer della madre e avvisato il padre, facendo scattare l’inchiesta.

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