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Capitale della Cultura 2028, vince Ancona. Un milione per eventi, manifestazioni e iniziative culturali

Pubblicato: 18/03/2026 11:49

È Ancona la Capitale italiana della Cultura 2028. L’annuncio ufficiale è arrivato oggi durante la cerimonia nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, alla presenza della giuria e dei rappresentanti delle città finaliste.

A proclamare la vincitrice è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore crescente dei progetti presentati. La città marchigiana ha conquistato il titolo grazie al dossier “Ancona. Questo adesso”.

Il riconoscimento garantirà ad Ancona un finanziamento di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative culturali previste nel progetto. Un investimento che punta a valorizzare il patrimonio locale e a rafforzare l’attrattività turistica.

Grande soddisfazione anche da parte della giuria, presieduta da Davide Maria Desario, che ha evidenziato l’elevata qualità delle candidature. In totale sono state 23 le città in corsa per il titolo 2028.

Ancona ha superato una concorrenza ampia e qualificata, composta da numerose realtà italiane con progetti ambiziosi. Tra le finaliste figuravano Catania, Forlì, Massa e Sarzana, insieme ad altri centri distribuiti lungo tutta la Penisola.

In gara anche città come Anagni, Colle di Val d’Elsa, Gravina in Puglia, Mirabella Eclano e Tarquinia, tutte protagoniste con dossier incentrati su identità, storia e sviluppo culturale.

Il titolo di Capitale italiana della Cultura, istituito nel 2014, premia ogni anno la capacità progettuale dei Comuni. L’obiettivo è sostenere iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale, sia materiale che immateriale.

La selezione avviene attraverso un percorso articolato: presentazione di un dossier, valutazione da parte di una giuria di esperti e audizione pubblica delle città finaliste. Un processo che stimola innovazione e collaborazione tra territori.

Negli anni il riconoscimento è stato assegnato a numerose città italiane, tra cui Mantova, Palermo, Procida, Bergamo e Brescia, fino alle più recenti Pesaro, Agrigento, L’Aquila e Pordenone.

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