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Famiglia nel bosco, i bimbi affidati al padre nella nuova casa. “Saranno uniti in un mese”

Pubblicato: 18/03/2026 07:26

Bambini del bosco, si muove su tre direttrici la vicenda che continua a far discutere: una nuova casa pronta per la famiglia, l’arrivo degli ispettori del Ministero della Giustizia al Tribunale per i minorenni dell’Aquila e l’attesa per una decisione sull’affidamento al padre. I tre minori, dal 20 novembre 2025, si trovano in una casa famiglia a Vasto dopo la sospensione della responsabilità genitoriale.

La storia nasce da condizioni di vita estreme: la famiglia abitava in una casa priva di acqua, luce e servizi igienici, con i figli senza istruzione formale. La primogenita, in particolare, non era in grado di leggere o scrivere né in italiano né in inglese. Una situazione che ha acceso i riflettori delle autorità e portato all’intervento dei servizi sociali.

La novità più concreta riguarda l’assegnazione di un alloggio gratuito a Palmoli. Il Comune ha messo a disposizione un appartamento nuovo, arredato e situato vicino al campo sportivo. L’abitazione dispone di due camere, cucina, bagno e uno spazio dedicato ai bambini: un ambiente pensato per favorire il ricongiungimento familiare sotto stretto monitoraggio.

Il progetto prevede infatti un periodo iniziale di osservazione dei servizi sociali, dopo il recente allontanamento della madre per comportamenti ritenuti “ostili e squalificanti”. L’obiettivo è costruire un contesto stabile e sicuro, valutando nel tempo la capacità genitoriale e le condizioni di crescita dei minori.

Nel frattempo, i bambini restano nella struttura di Vasto, con costi significativi per il Comune: oltre 24 mila euro già spesi tra novembre e febbraio. L’accordo con la casa famiglia prevede l’accoglienza fino al 30 giugno 2026, termine legato ai fondi disponibili in bilancio.

Sul caso si è attivato anche il Ministero della Giustizia, che ha disposto l’invio di ispettori al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Gli accertamenti riguarderanno la gestione dell’intera vicenda, con la possibilità di ascoltare magistrati, operatori e soggetti coinvolti. Un passaggio delicato che potrebbe influenzare le decisioni future.

Resta aperto il nodo dell’affidamento dei minori, con l’ipotesi sempre più concreta che il padre diventi il riferimento principale. La soluzione potrebbe prevedere il trasferimento nella nuova casa, accompagnato da un percorso educativo e di supporto continuo.

Intanto, la quotidianità dei piccoli prosegue nella casa famiglia, dove è stata introdotta una presenza educativa anche notturna. Parallelamente si è acceso uno scontro tra servizi sociali, consulenti e legali della coppia, culminato in una denuncia per presunta violenza privata legata agli eventi del 6 marzo, giorno dell’allontanamento della madre.

La vicenda affonda le radici in anni di isolamento: dal 2021 la famiglia viveva in un casolare senza servizi essenziali, con bambini senza scuola né assistenza sanitaria. Dopo un episodio di intossicazione alimentare nel 2024 e il rifiuto di alcune cure mediche, sono scattate le segnalazioni. Nonostante le numerose proposte di aiuto, tutte respinte, il tribunale è intervenuto nel 2025 con la sospensione della responsabilità genitoriale.

Le polemiche, intanto, continuano ad alimentarsi anche sui social e sul piano politico, tra attacchi, prese di posizione e iniziative mediatiche. Al centro resta però una sola questione: garantire il benessere e il futuro dei tre bambini, mentre istituzioni e giustizia cercano una soluzione definitiva.

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