
Scoppia una nuova polemica nel mondo dei media e della politica, con Fedez che attacca apertamente la trasmissione DiMartedì e il suo conduttore Giovanni Floris. Al centro dello scontro, la gestione di alcuni contenuti del podcast del rapper.
Tutto nasce da una storia pubblicata su Instagram, in cui l’artista racconta di essere stato contattato dalla redazione del programma di La7 per l’utilizzo di alcuni spezzoni video. Secondo quanto riferito, la richiesta riguardava estratti di puntate con ospiti politici.
Nel dettaglio, si tratterebbe di contenuti relativi a interviste o interventi su figure come Antonio Tajani, Roberto Vannacci e Maurizio Gasparri, temi che il podcast aveva affrontato in più occasioni.

Fedez ha spiegato di aver accettato la possibilità di concedere le clip, ma a una condizione precisa: la presenza in studio di Davide Marra, collaboratore del podcast, per poter contestualizzare i contenuti e difenderne il valore.
Secondo il racconto del rapper, però, la richiesta non sarebbe stata accolta. La trasmissione avrebbe infatti deciso di non invitare Marra e di non mandare in onda i video originali, utilizzando invece soltanto alcuni virgolettati.
Una scelta che Fedez ha interpretato come un tentativo di “sminuire il podcast”, mostrando solo frammenti decontestualizzati e ignorando il lavoro complessivo svolto nel corso delle numerose puntate pubblicate.
Nel suo sfogo social, l’artista ha parlato apertamente di una questione di deontologia professionale, criticando la decisione editoriale del programma e rivendicando la qualità dei contenuti trattati, anche su temi sensibili.
La polemica si inserisce in un contesto già caldo, dopo l’annuncio della partecipazione della premier Giorgia Meloni a una puntata del talk show dedicata al referendum, elemento che ha ulteriormente acceso il dibattito pubblico.
Lo scontro tra televisione tradizionale e nuovi media si arricchisce così di un nuovo capitolo, sollevando interrogativi sul rapporto tra informazione, intrattenimento e corretto utilizzo dei contenuti digitali.


