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Simone Bartoli, il sommelier muore nel giro di pochi giorni a 43 anni: l’otite si è trasformata in un’infezione

Pubblicato: 18/03/2026 09:30

Lutto nel mondo della ristorazione e della cultura enologica: è morto a soli 43 anni Simone Bartoli, sommelier molto conosciuto a Prato. La notizia della sua scomparsa, avvenuta nella serata di venerdì, ha scosso profondamente colleghi, amici e clienti che negli anni avevano imparato ad apprezzarne le doti umane e professionali.

Secondo quanto ricostruito, il decesso sarebbe stato causato da una grave infezione partita da un’otite, manifestatasi pochi giorni prima e degenerata rapidamente, senza lasciargli scampo.
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Il malore improvviso e la morte

I primi sintomi si erano presentati nella giornata di mercoledì, quando il sommelier aveva iniziato a soffrire per un’otite. Nel giro di poche ore, però, la situazione si è aggravata trasformandosi in una infezione fulminante, rivelatasi fatale.

Nonostante il rapido peggioramento, ogni tentativo si è rivelato inutile. Venerdì sera è arrivata la tragica notizia della morte, lasciando sgomenti familiari e conoscenti. Bartoli lascia il padre, medico, ed era stato già colpito in passato da un altro grave lutto, con la perdita della madre.

Il ricordo dei colleghi del Dek

Negli ultimi anni, Simone Bartoli lavorava presso il Il Dek Italian Bistrot, locale nel cuore della città dove era diventato un punto di riferimento. Proprio qui colleghi e titolari lo ricordano come una figura centrale, sia sul piano professionale che umano.

A tracciarne un ritratto è Francesco Secci, titolare del ristorante: “Aveva un’enorme passione per questo mestiere. Simone era unico. Era un professionista bravissimo, aveva scritto anche diversi libri sul vino”. E ancora: “Era colto e appassionato di questo settore. Provava a trasmettere il suo amore anche ai più giovani”.

Parole che raccontano non solo il sommelier, ma anche l’uomo: “Veniva a lavorare e ci metteva passione… Il Dek era casa sua”. Un legame forte, costruito in anni di lavoro quotidiano, spesso condividendo lunghe giornate dietro al bancone e in sala.

Una vita tra vino, insegnamento e passioni

Il percorso professionale di Bartoli lo aveva portato a maturare diverse esperienze nel settore della ristorazione, prima di approdare stabilmente al Dek. Negli anni aveva lavorato anche in altri locali del territorio, consolidando una reputazione basata su competenza e dedizione.

Oltre all’attività di sommelier, si era distinto per l’impegno nella divulgazione della cultura del vino, partecipando a incontri nelle scuole alberghiere per avvicinare i giovani a questo mestiere. Scrittore appassionato, era autore di libri che condivideva anche con i clienti, soprattutto durante le festività.

Il ricordo di chi lo conosceva da tempo restituisce l’immagine di una persona discreta ma intensa. “La notizia della sua scomparsa mi ha sconvolto… Se ne va troppo presto una persona intelligente e discreta”, racconta Andrea Turi, amico d’infanzia, con cui aveva condiviso anche progetti legati al vino.

Il ricordo e l’ultimo saluto

Oltre al lavoro, Bartoli coltivava numerose passioni, tra cui lo sport e la pittura. Aveva praticato nuoto e judo e si era avvicinato all’arte anche grazie all’influenza della madre, arrivando a esporre alcune sue opere in una mostra a Roma nel 2019.

In queste ore, la città di Prato si stringe attorno alla famiglia per l’ultimo saluto. Il funerale è previsto per il 19 marzo nel pomeriggio, nella chiesa di Valdibrana, dove è attesa una partecipazione numerosa.

La scomparsa di Simone Bartoli lascia un vuoto profondo nel mondo della ristorazione, tra chi ha lavorato con lui e chi ne ha apprezzato la passione per il vino, la cultura e la capacità di trasmettere entusiasmo. Un ricordo che resta vivo nelle parole di chi lo ha conosciuto e nelle tracce del suo lavoro.

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