
È morta a soli 37 anni Rainelle Krause, soprano di coloratura statunitense diventata celebre anche sui social per le sue spettacolari esibizioni mentre cantava sospesa su tessuti aerei. La notizia è stata annunciata dalla famiglia, che ha parlato di un breve ricovero senza fornire ulteriori dettagli sulle cause del decesso.
Nel messaggio diffuso online, i familiari hanno ricordato l’artista come «una forza nelle nostre vite», sottolineandone il talento, la determinazione e la capacità di lasciare un segno profondo in chiunque la incontrasse. «Sul palco la sua voce eguagliava la potenza del suo spirito», si legge ancora, mentre nella vita privata era descritta come «un’anima amorevole e premurosa».
Negli ultimi anni, Krause si era affermata come una delle voci più promettenti della lirica internazionale. Il ruolo che più l’aveva resa nota era quello della Regina della Notte ne “Il flauto magico”, interpretato anche al Metropolitan Opera di New York durante le festività natalizie, oltre che all’Opera Atelier di Toronto, che l’ha ricordata come «un talento straordinario» capace di unire coraggio e generosità.
Nata in Florida, si era formata alla Jacobs School of Music dell’Indiana University, conseguendo laurea e master in canto. Aveva poi perfezionato la propria preparazione in programmi internazionali come il Sankt Goar International Music Festival in Germania e l’OperaWorks Advanced Artist Program di Los Angeles.
Nel corso della carriera aveva collaborato con numerose compagnie negli Stati Uniti, esibendosi tra Nashville, Atlanta e il Texas, oltre a importanti esperienze internazionali a Berlino e Copenaghen. Tra i ruoli interpretati anche “Lucia di Lammermoor”, Zerlina in “Don Giovanni” e Pat Nixon in “Nixon in China”. A maggio era attesa per il debutto alla Santa Fe Opera.
Parallelamente alla carriera lirica, Krause aveva conquistato una vasta popolarità online grazie alle sue performance che univano canto e acrobazia aerea, diventate virali. Negli ultimi mesi aveva però sospeso questa attività a causa di un problema alla spalla, che stava affrontando con fisioterapia.
«Non mi arrendo, tornerò a volare», aveva scritto sui social lo scorso anno. Parole che oggi risuonano come il ricordo di un’artista capace di unire arte, coraggio e una visione fuori dagli schemi della musica lirica.


