
Il dolore di Moris Panza è un misto di rabbia e rimpianti, sigillato nella memoria digitale di un cellulare che scotta tra le mani. Davanti ai nastri della scientifica al civico 26A di via Pescaria, l’uomo che amava Valentina Sarto rivela un retroscena inquietante: tre mesi di file audio, messaggi vocali e minacce che testimoniano l’ossessione crescente di Vincenzo Dongellini. «Le dicevo di registrare tutto quando lui perdeva le staffe», racconta Panza, ripercorrendo i tentativi disperati di strappare la barista di 42 anni a un destino che lei, tragicamente, credeva ancora di poter controllare.
Un amore nato al “Baretto” e la spirale del controllo
La loro storia era iniziata a febbraio, tra i caffè e le sciarpe nerazzurre dello storico locale di Bergamo dove Valentina lavorava. Non era una relazione clandestina: il marito sapeva che lei voleva il divorzio. Eppure, nonostante passasse ormai intere notti da Moris, Valentina tornava sempre in quell’appartamento in affitto. «So come tenerlo tranquillo», ripeteva al compagno, quasi a voler esorcizzare una violenza esplosa improvvisamente dopo il matrimonio dello scorso maggio. Bastava un pretesto banale, come la decisione di lei di iscriversi in palestra, per trasformare Dongellini in un aguzzino. «L’ho vista con i segni delle dita sul collo», confessa Panza, ricordando le suppliche cadute nel vuoto per convincerla a rifugiarsi da un’amica a Seriate.
La tragedia avrebbe potuto avere un esito diverso sabato scorso, quando la coppia si era presentata dai carabinieri di Almenno. I militari, tuttavia, avevano spiegato che la denuncia doveva essere sporta personalmente dalla vittima a Bergamo. Valentina, forse frenata dalla paura o da un’ultima speranza di mediazione, aveva preso tempo: «Aspetto una settimana, se continua così vado». Mercoledì sera, durante l’ultimo incontro con Moris, appariva stranamente serena, convinta che il marito non sarebbe mai arrivato al punto di ucciderla.
L’epilogo è scritto nel silenzio di via Pescaria, dove i vicini ricordano solo delle urla squarciare la notte intorno alle 4 di martedì mattina. Poche ore prima, Panza le aveva inviato un ultimo, profetico SMS, implorandola di scappare subito a Seriate. Valentina non ha risposto, convinta di poter ancora una volta “disinnescare” la furia dell’uomo con cui aveva condiviso dieci anni di vita. Oltre quella porta blindata, dove pende ancora una decorazione natalizia ormai secca, Dongellini ha invece scelto di chiudere i conti nel modo più atroce, ignorando ogni richiesta di aiuto rimasta soffocata tra le mura domestiche.


