
Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Francesco Tommasini, il bambino di soli 14 mesi deceduto nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Un passaggio necessario per fare luce su un decesso che, al momento, resta inspiegabile.
Il piccolo, residente con la famiglia a Majano, non aveva mostrato segnali particolarmente preoccupanti fino alla giornata di domenica: solo febbre lieve e sintomi riconducibili a una normale influenza stagionale. Nulla che potesse far presagire un epilogo così drammatico.
Il quadro clinico è precipitato nel giro di poche ore. Lunedì, infatti, il bambino ha manifestato un peggioramento improvviso, accompagnato da inappetenza e da un aggravamento rapido delle condizioni. I genitori lo hanno quindi portato d’urgenza al pronto soccorso di San Daniele del Friuli, dove i medici, valutata la gravità della situazione, hanno disposto il trasferimento immediato all’ospedale di Udine.
Nonostante la tempestività dei soccorsi e l’impegno dei sanitari, ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile. Il piccolo ha perso conoscenza ed è morto intorno all’una di notte.
«Nulla da dire. Destino infame. Ora aspettiamo l’esito dell’autopsia che comunque non cambierà nulla, ormai il bimbo non c’è più», ha dichiarato il padre Ilario Tommasini, esprimendo un dolore profondo e senza filtri. La famiglia, oltre alla perdita, deve affrontare anche le procedure medico-legali: la salma del bambino resta infatti a disposizione dell’autorità giudiziaria, impedendo ai genitori di vederlo prima delle esequie.
La tragedia ha scosso profondamente non solo Majano, ma l’intero Friuli e il Veneto, dove i genitori sono molto conosciuti nel mondo del rugby. Ilario Tommasini, originario di Vivaro, ha giocato con Rugby Udine e Pordenone, per poi diventare allenatore e guidare il Villorba femminile alla conquista dello scudetto 2024. Anche la madre, Elisa Forte, è un’atleta di alto livello, campionessa d’Italia nel 2019.
In queste ore, numerosi messaggi di cordoglio stanno arrivando da tutta Italia: società sportive, amici, conoscenti e istituzioni si stringono attorno alla famiglia, in attesa che l’esame autoptico possa chiarire cosa abbia trasformato un’apparente influenza in una tragedia così improvvisa.


