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Chieri, svolta nel caso del neonato morto: da incidente a omicidio volontario, cosa emerge dai messaggi

Pubblicato: 21/03/2026 12:03

La morte del piccolo Riccardo, appena cinque mesi, non sarebbe più il tragico epilogo di una caduta accidentale, ma il possibile esito di un gesto volontario. A Chieri, nella frazione di Pessione, l’inchiesta cambia direzione e si sposta su un terreno molto più grave, segnando un punto di rottura nella ricostruzione iniziale. La madre del bambino, finora indagata per omicidio colposo, è ora accusata di omicidio volontario, una svolta che arriva dopo settimane di accertamenti tecnici e analisi approfondite da parte degli investigatori.

Il caso, che aveva scosso la comunità locale già nelle ore immediatamente successive alla tragedia, si arricchisce ora di nuovi elementi ritenuti decisivi. Gli inquirenti hanno lavorato sulle copie forensi dei telefoni sequestrati, concentrandosi in particolare sui messaggi scambiati dalla donna con il marito e con alcuni familiari. Proprio da quelle conversazioni sarebbero emerse frasi considerate incompatibili con la versione dell’incidente domestico, aprendo così a un’ipotesi investigativa radicalmente diversa.

I messaggi e il video: i nuovi elementi dell’inchiesta

A orientare il cambio di accusa non ci sono soltanto le parole contenute nei messaggi, ma anche un elemento visivo ritenuto rilevante. Le telecamere a circuito chiuso installate all’interno dell’abitazione di Pessione avrebbero registrato un dettaglio che gli investigatori considerano significativo: una luce, presumibilmente quella di una torcia, che si muove lungo le scale proprio nell’orario in cui sarebbe avvenuta la caduta del bambino.

Questo particolare, ancora al centro di verifiche, si inserisce in un quadro probatorio che resta complesso e non definitivo, ma che ha comunque spinto la procura a riformulare l’accusa. La ricostruzione degli eventi, infatti, non si basa su un singolo indizio, ma su un insieme di elementi che, messi insieme, vengono ritenuti difficilmente conciliabili con la dinamica dell’incidente raccontata dalla madre.

L’autopsia e il racconto della madre

Resta però un nodo cruciale ancora aperto: quello medico-legale. L’autopsia eseguita sul corpo del piccolo Riccardo non ha chiarito in modo definitivo l’origine delle lesioni che hanno causato la morte. I traumi riscontrati, secondo quanto emerso, potrebbero essere compatibili sia con una caduta accidentale sia con un’azione intenzionale, lasciando quindi spazio a entrambe le ipotesi.

La madre ha sempre sostenuto una versione precisa dei fatti: avrebbe avuto il bambino in braccio mentre percorreva le scale di casa, quando un improvviso malore l’avrebbe fatta cadere. Il piccolo, sfuggito alla presa, sarebbe precipitato battendo violentemente la testa. I soccorsi sarebbero arrivati in pochi minuti, ma il neonato era già in arresto cardiaco al momento del trasferimento in ospedale, dove è poi morto il 23 febbraio al Regina Margherita di Torino.

Ora, con il cambio di accusa, quella ricostruzione viene messa in discussione. L’indagine entra in una fase più delicata, in cui ogni dettaglio – dai messaggi al video, fino agli esiti medico-legali – sarà determinante per stabilire cosa sia davvero accaduto in quella casa di Chieri.

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