
Lutto nel mondo della musica italiana: è morto Bruno Castiglia, fondatore e voce dei Bisonti, storico gruppo beat nato a Milano negli anni Sessanta. Con lui se ne va uno dei protagonisti di una stagione musicale che ha segnato un’epoca, tra influenze internazionali e identità italiana.
Castiglia fu l’anima della band fin dalla sua nascita, contribuendo a definire il suono e lo stile di un gruppo che, pur attraversando cambi di formazione, ha mantenuto nel tempo una propria riconoscibilità.
La nascita dei Bisonti e il successo negli anni Sessanta
I Bisonti nascono a Milano a metà degli anni Sessanta su iniziativa dello stesso Castiglia. La formazione originaria del 1965 comprendeva, oltre a lui alla voce e chitarra, Gianni Calabria alla batteria, Ennio Castiglia al basso, Angelo Milani alle tastiere e Luigi Biagioni alla chitarra.
Nel 1967 il gruppo pubblica il primo singolo, “Con le mie lacrime”, versione italiana di As Tears Go By dei Rolling Stones. L’anno successivo arriva un nuovo 45 giri con “Occhi di sole”, uno dei brani più rappresentativi del beat melodico italiano.
I brani più noti e l’eredità musicale
Nel corso della loro carriera, i Bisonti hanno inciso diversi brani entrati nel repertorio del genere, tra cui “Ma se ci penso” e la cover di “Lucille”, resa celebre da Little Richard.
La canzone più iconica resta però “Crudele”, che ha contribuito a rendere il gruppo riconoscibile tra gli appassionati del beat italiano, consolidando la loro presenza nella scena musicale dell’epoca.
Una carriera lunga tra palchi e revival
Nonostante gli alti e bassi e i cambiamenti nella formazione, i Bisonti hanno continuato a esibirsi anche negli anni più recenti, mantenendo vivo il legame con il pubblico e con una stagione musicale ancora oggi molto amata.
Con la scomparsa di Bruno Castiglia si chiude un capitolo importante della musica beat italiana, lasciando un’eredità fatta di canzoni, memoria e passione che continuano a vivere tra gli appassionati del genere.


