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“Vietato mangiarli”. Epatite A, nuovi casi in Italia: scatta il divieto, è allarme

Pubblicato: 23/03/2026 20:32

L’epatite A torna a preoccupare tra Campania e Lazio, con un aumento dei casi che mantiene alta l’attenzione delle autorità sanitarie. Il quadro complessivo resta sotto controllo, ma i numeri registrati nelle ultime settimane impongono prudenza e monitoraggio costante.

Il focolaio principale si concentra a Napoli, dove l’Ospedale Cotugno registra 53 pazienti ricoverati nei reparti infettivologici su un totale di circa 150 casi segnalati. Una pressione significativa, che però non si traduce – almeno per ora – in situazioni cliniche gravi.

La direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli rassicura infatti sullo stato dei pazienti: le condizioni sono definite stabili e prive di criticità, mentre la disponibilità di posti letto viene verificata costantemente per far fronte a eventuali ulteriori ingressi.

Parallelamente, segnali di incremento arrivano anche dalla provincia di Latina, dove si contano 24 casi distribuiti tra diversi comuni, da Aprilia a Terracina, passando per centri costieri e dell’entroterra. Un’area ampia che evidenzia una diffusione non circoscritta.

Nei presidi ospedalieri locali, sei pazienti risultano ricoverati in reparti ordinari, tutti in condizioni stabili. Un dato che conferma la natura generalmente non severa dell’infezione, ma che non riduce la necessità di contenere la trasmissione.

La risposta della ASL di Latina è stata immediata: attivata una task force multidisciplinare che coinvolge prevenzione, igiene pubblica e servizi veterinari, in coordinamento con il SeReSMI e con la Regione. L’obiettivo è tracciare i contagi e intervenire tempestivamente.

Sul fronte della prevenzione, le istituzioni locali richiamano l’attenzione su comportamenti alimentari sicuri. Il Comune di Napoli raccomanda di consumare molluschi solo dopo adeguata cottura e di acquistare esclusivamente da rivenditori autorizzati, in grado di garantire tracciabilità e corretta conservazione.

Misure ancora più stringenti sono state adottate a Sorrento, dove un’ordinanza vieta temporaneamente la somministrazione e il consumo di molluschi crudi in ristoranti e attività alimentari. Un provvedimento mirato a ridurre uno dei principali veicoli di trasmissione del virus.

Intanto, non mancano i controlli sul territorio. A Torre del Greco, i carabinieri hanno sequestrato 35 chili di vongole veraci trasportate senza documentazione, denunciando il responsabile. Un episodio che conferma come il rispetto delle norme igienico-sanitarie resti decisivo: controlli, cottura adeguata e filiere sicure sono oggi le armi principali per contenere l’epidemia e tutelare la salute pubblica.

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