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Femminicidio Tania Tarrin, la madre rompe il silenzio: parole shock sui carabinieri. Rabbia e disperazione

Pubblicato: 18/08/2026 09:29

Tania Terrin, 39 anni, è stata uccisa la sera di Ferragosto nel suo appartamento di Camponogara, nel Veneziano. Per il femminicidio è ritenuto responsabile l’ex compagno Dino Keber, 43 anni, ritrovato poi morto nella sua abitazione di Dolo. Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi passaggi della vicenda. Keber era già noto alle forze dell’ordine e aveva un precedente per un’aggressione nei confronti di Terrin, risalente ad aprile.

La donna aveva denunciato l’ex per maltrattamenti e lesioni. Secondo quanto riferito, quella era la terza aggressione subita: le prime due si sarebbero verificate nell’abitazione dell’uomo. Dopo l’episodio di aprile, il Questore di Venezia aveva emesso nei confronti di Keber un ammonimento. Alcune fonti riferiscono inoltre di un tentativo di strangolamento durante l’ultima aggressione, con Terrin che avrebbe perso i sensi ed era stata trasportata in ospedale prima di denunciare l’ex compagno.

La madre: «Sette o otto volte siamo state dai carabinieri»

Marinella Forner, madre della vittima, racconta la paura vissuta negli ultimi mesi e punta il dito contro un sistema di protezione che, a suo giudizio, non è riuscito a impedire la tragedia. «Sette o otto volte siamo state dai carabinieri. Mia figlia l’ha anche querelato», racconta la donna. Secondo la madre, Keber avrebbe continuato a cercare la figlia nonostante il divieto di avvicinarsi. «Sentivo, da madre, temevo che prima o poi sarebbe successo qualcosa», aggiunge Forner, che rivolge quindi un appello alle forze dell’ordine: «Dite alle donne che denunciano che si facciano la valigia, che lascino tutto, la casa e il lavoro e che spariscano».

L’allarme ai vicini: «Non apritegli»

Dopo l’aggressione di aprile, Tania aveva anche avvertito i vicini di casa. Aveva inviato loro un messaggio con la fotografia dell’ex: «Se viene questa persona non apritegli».

Una vicina ha raccontato che la donna le aveva confidato di trovarsi spesso Keber sotto casa. Nei giorni successivi aveva quindi prestato particolare attenzione alla sua presenza, senza però incontrarlo. Recentemente, secondo quanto riferito, Tania aveva raccontato di aver incontrato e parlato tranquillamente con l’ex compagno. Un elemento che, secondo gli inquirenti, rendeva difficile prevedere l’epilogo violento.

Il dolore della comunità

La tragedia ha colpito anche Vigonovo, paese d’origine di Tania e già segnato da altri femminicidi. Il sindaco Luca Martello ha sottolineato la necessità di un impegno costante delle istituzioni e della comunità contro la violenza sulle donne.

«Le istituzioni devono continuare a fare la propria parte, ma dev’essere chiaro che questa è anche una responsabilità che riguarda ciascuno di noi», ha affermato.

La tragedia di Cagliari

Nelle stesse ore è arrivata anche la notizia della morte di Michela Rubiu, 47 anni, deceduta a Cagliari dopo 25 giorni di agonia. Il 23 luglio era stata colpita alla testa da un colpo di pistola esploso dal marito Alessandro Pintus, 39 anni, che aveva ucciso anche il fratello della donna, Andrea.

L’uomo aveva confessato davanti ai carabinieri e al gip di aver sparato alla moglie e al fratello. L’accusa nei suoi confronti potrebbe ora essere modificata in duplice omicidio volontario.

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