
Svolta cruciale nelle indagini sull’omicidio di Daouda SangarĂ©, il saldatore di trentuno anni tragicamente ucciso alle prime luci dell’alba dello scorso due agosto a Montese, in provincia di Modena. A distanza di due settimane dall’aggressione mortale consumatasi sull’uscio dell’abitazione in via Righi, i carabinieri hanno eseguito il fermo della moglie della vittima, considerata dagli inquirenti gravemente indiziata del delitto. La donna, giunta in Italia dalla Costa d’Avorio soltanto da un mese per ricongiungersi con il coniuge, si trova ora ristretta in carcere in attesa di sostenere l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari.
La ricostruzione dei fatti e i primi sospetti
Nelle ore immediatamente successive alla scoperta del cadavere, gli investigatori avevano orientato le proprie ricerche verso un’ipotesi del tutto differente, ipotizzando una lite violenta scoppiata tra la vittima e un altro uomo al culmine di un diverbio. Il giovane operaio, guineano di origine ma cresciuto in Costa d’Avorio, aveva trascorso la serata precedente tra le vie del paese partecipando alla festa del paese prima di fare rientro a casa. Quando all’alba di domenica due agosto il suo corpo privo di vita è stato rinvenuto all’ingresso dell’appartamento con un’evidente e letale ferita alla gola, gli accertamenti si erano concentrati sulle frequentazioni dell’uomo, prima che gli elementi raccolti sul campo spostassero in modo definitivo l’attenzione verso la sfera familiare e le mura domestiche.
Il profilo della vittima e il contesto familiare
Daouda SangarĂ© si era stabilito da diverso tempo sull’Appennino modenese, dove lavorava con dedizione come saldatore. Il ricongiungimento familiare avvenuto nel mese di luglio con l’arrivo della consorte avrebbe dovuto rappresentare un momento di stabilitĂ per la coppia, trasformandosi invece nel teatro di un dramma sfociato nel sangue. Gli accertamenti in corso e i rilievi svolti nell’abitazione hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’aggressione con un’arma da taglio, spingendo le forze dell’ordine a disporre la misura cautelare nei confronti della donna per chiarire i motivi sottostanti alla tragedia.

