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Spari al pronto soccorso di Prato, agente indagato per tentato omicidio

Pubblicato: 17/08/2026 18:27

È indagato per tentato omicidio l’agente di polizia penitenziaria che nel pomeriggio di domenica 16 agosto ha sparato tre colpi di pistola all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato. I proiettili hanno raggiunto a una gamba un 22enne marocchino che stava tentando di fuggire.

L’episodio è avvenuto poco dopo le 16.30 nella zona del pronto soccorso compresa tra la cosiddetta camera calda, lo spazio coperto destinato all’arrivo delle ambulanze, e la sala di decontaminazione nei pressi del triage.

I lanci di droga e telefoni oltre il muro del carcere

La sparatoria si inserisce in una vicenda più ampia legata alla sicurezza intorno al carcere della Dogaia. A ricostruire quanto accaduto è stato il procuratore di Prato Luca Tescaroli, che ha fornito nuovi elementi rispetto alle prime informazioni diffuse dopo i fatti.

All’esterno del carcere non ci sarebbe stato un solo uomo impegnato nel lancio dei plichi, ma tre persone: due complici e il 22enne marocchino, incaricato di effettuare i lanci.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe effettuato cinque lanci. Due dei plichi sono finiti contro il muro di cinta. All’interno c’erano complessivamente 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari.

I tre uomini sono stati arrestati. In manette è finita anche una quarta persona, già detenuta, che dall’interno delle aree all’aperto del carcere avrebbe recuperato i plichi una volta caduti oltre il muro.

Il 22enne ferito mentre tentava di scappare

Dopo i lanci, il 22enne avrebbe tentato di allontanarsi, ma sarebbe caduto. È stato quindi trasportato all’ospedale Santo Stefano di Prato.

È proprio al pronto soccorso che si è verificato il secondo episodio, quello sfociato nell’iscrizione dell’agente nel registro degli indagati.

Secondo la Procura, sulla base dei filmati acquisiti, i tre colpi sarebbero stati esplosi contro il giovane mentre tentava di allontanarsi. Il 22enne è stato raggiunto da un proiettile a una gamba.

L’inchiesta dovrà chiarire perché l’agente ha sparato

Saranno ora gli accertamenti della Procura a dover ricostruire nel dettaglio la dinamica della sparatoria. Gli investigatori dovranno stabilire perché l’agente abbia deciso di utilizzare l’arma da fuoco, quale fosse la distanza tra il poliziotto e il giovane, la successione esatta dei tre spari e se, in quelle circostanze, ricorressero i presupposti per l’uso dell’arma.

Dalla Procura viene precisato che l’iscrizione per tentato omicidio costituisce un atto d’indagine e non equivale a un’affermazione di responsabilità.

Nessun’altra persona tra pazienti, accompagnatori e personale sanitario è stata colpita dai proiettili. Gli spari hanno però provocato momenti di forte paura all’interno del pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e personale della vigilanza privata.

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