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Roma, chi era la donna di 42 anni trovata morta al Liceo Vivona: in auto di notte dal Nomentano all’Eur per suicidarsi

Pubblicato: 24/03/2026 08:19

Una città avvolta nel silenzio della notte è stata testimone dell’ultimo viaggio di una donna di 42 anni, identificata con le iniziali D.P., la cui vita si è interrotta bruscamente nel quartiere dell’Eur. La vittima ha attraversato la Capitale, dal quartiere Nomentano fino a via dell’Elettronica, per compiere un gesto estremo che ha lasciato attonita l’intera comunità scolastica e cittadina. Il ritrovamento è avvenuto alle prime luci dell’alba di ieri, quando gli operai di un cantiere edile, impegnati nella ristrutturazione dell’istituto, hanno scorto il corpo senza vita ai piedi della scala antincendio del liceo classico Francesco Vivona.
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L’allarme è scattato intorno alle sette del mattino. La scena apparsa ai soccorritori era di una desolazione profonda: la donna indossava soltanto un pigiama e dei calzini, priva di calzature, segno di una fuga precipitosa o di uno stato di profonda alterazione emotiva. Nonostante la distanza di circa quindici chilometri tra la sua abitazione e il luogo del ritrovamento, la quarantaduenne ha guidato la propria auto lasciandola poi abbandonata a poca distanza dal liceo, con le portiere aperte e le chiavi ancora inserite nel cruscotto.

La ricostruzione dei fatti e le indagini

I carabinieri della compagnia Parioli hanno avviato immediatamente le indagini per ricostruire le ultime ore di vita della giornalista. Secondo quanto emerso, la donna soffriva da tempo di un forte malessere legato a una situazione lavorativa instabile e a una solitudine affettiva diventata insostenibile. Sebbene il suo curriculum vantasse master e collaborazioni con testate di rilievo, la precarietà del settore e la fine di alcune prospettive sentimentali avevano scavato un solco profondo nel suo equilibrio psichico.

I genitori, con i quali la donna aveva trascorso l’ultima domenica nel tentativo di non restare sola nel grande appartamento di corso Francia, avevano già denunciato la scomparsa poche ore prima del tragico ritrovamento. Svegliatisi nel cuore della notte, si erano accorti dell’assenza della figlia e avevano chiesto aiuto ai militari. Il legame tra la vittima e il liceo Vivona resta tuttavia un mistero: non risultano precedenti iscrizioni della donna presso l’istituto, né legami diretti con il personale scolastico. L’unica traccia che conduce all’Eur sembra essere un corso di marketing iniziato di recente nelle vicinanze, elemento che potrebbe averle fatto notare la presenza dei ponteggi e della scala esterna.

Il dolore degli studenti e la sospensione delle lezioni

La notizia ha scosso profondamente gli alunni del liceo, molti dei quali si sono trovati di fronte alla drammatica scena al loro arrivo a scuola. La dirigente scolastica, colta di sorpresa da un evento così violento, ha disposto l’immediata sospensione delle lezioni per rispettare il dolore della famiglia e permettere i rilievi delle forze dell’ordine. Gli studenti, riuniti in piccoli gruppi nei pressi dell’ingresso di via dell’Elettronica, hanno ricordato come il quartiere non sia nuovo a episodi di cronaca così dolorosi, citando precedenti che hanno segnato la memoria collettiva della zona.

Il magistrato di turno ha già disposto l’autopsia sul corpo della quarantaduenne, sebbene l’ipotesi del suicidio resti la pista principale seguita dagli inquirenti. Resta da chiarire se la scelta del luogo sia stata del tutto casuale, dettata dalla disponibilità dei ponteggi che facilitavano l’accesso alla sommità dell’edificio, o se esista un collegamento ancora sommerso che le indagini dei carabinieri cercheranno di portare alla luce nelle prossime ore. La comunità del quartiere si stringe attorno alla famiglia, colpita da una perdita che riaccende i riflettori sul tema del disagio psicologico e della solitudine nelle grandi metropoli.

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