
Dopo il voto sul referendum sulla giustizia, una parte della stampa ha messo in evidenza un dato preciso emerso in alcune realtà locali della Calabria: nei Comuni dell’Aspromonte storicamente associati alla presenza della ’ndrangheta, il Sì ha ottenuto percentuali molto elevate, in netta controtendenza rispetto al risultato regionale e nazionale. La notizia non riguarda solo i numeri, ma il fatto che diversi giornali abbiano deciso di raccontarli con un taglio esplicito, mettendo in relazione il voto e il contesto territoriale.
A segnalare per primo il caso è Il Fatto Quotidiano, che titola proprio sulla coincidenza tra il risultato del Sì e i Comuni con più presenza mafiosa, citando Platì e San Luca e parlando di percentuali che sfiorano il 90%. Il quotidiano sottolinea come il dato sia in controtendenza non solo rispetto all’Italia, ma anche rispetto alla stessa Calabria.
I rilanci delle testate locali
Il tema viene poi ripreso da testate locali come LaC News24, che amplia il quadro parlando di “plebiscito” e includendo altri Comuni dell’Aspromonte, tra cui San Procopio e Sinopoli, dove il Sì supera in alcuni casi il 90%. Anche qui il racconto insiste sul contrasto tra il dato locale e quello regionale.
Sulla stessa linea si colloca Calabria7, che evidenzia come la Calabria abbia complessivamente votato No, ma “nelle roccaforti della ’ndrangheta vince il Sì”, riprendendo e rafforzando lo stesso elemento narrativo. Il dato viene presentato come un’anomalia territoriale, ma sempre associato alla presenza mafiosa.
Il racconto che emerge
Nel giro di poche ore, tra articoli nazionali e locali, prende forma una linea comune: il Sì molto alto nei Comuni dell’Aspromonte viene raccontato insieme alla storia di quei territori, ai precedenti di scioglimenti per mafia e alla presenza della ’ndrangheta. Il risultato è una serie di articoli che mettono in evidenza lo stesso elemento, con titoli e passaggi che accostano esplicitamente voto e contesto.
È questo il dato che emerge: non solo i risultati elettorali, ma il fatto che diversi giornali abbiano scelto di raccontarli in questo modo, parlando di Sì nei Comuni a più presenza mafiosa e trasformando quel dato locale in una notizia nazionale.


