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Terremoto nella Lega, Fontana: “Salvini? Non escludo un passo indietro”

Pubblicato: 17/08/2026 08:39

Attilio Fontana rompe il silenzio sul malessere che attraversa la Lega e mette sul tavolo anche l’ipotesi di un cambio di leadership. Il presidente della Regione Lombardia e storico esponente del Carroccio chiede di rivedere «in modo sostenibile ed effettivo» l’impostazione del partito e, alla domanda su un possibile passo indietro o di lato di Matteo Salvini, risponde senza chiudere alcuna porta: «Nessuna soluzione va esclusa a priori». Parole che arrivano mentre il partito deve fare i conti con un forte calo dei consensi e con una crescente richiesta di rinnovamento proveniente soprattutto dai territori del Nord.

Fontana parte proprio dai numeri per spiegare la situazione: la Lega è passata dal 34 al 5 per cento dei voti. Un crollo che, secondo il governatore lombardo, non può essere ignorato. «I nostri militanti, non solo in Lombardia ma in tutto il Nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere», racconta, spiegando che nel direttivo guidato dal segretario regionale Massimiliano Romeo è stata data voce alle richieste di amministratori e militanti. L’obiettivo, dice, è trovare una via d’uscita dal declino nell’interesse della Lega ma anche dell’intero centrodestra.

La ricetta, per Fontana, parte dalla valorizzazione di quella che definisce la principale ricchezza del partito: gli amministratori locali. Sindaci, presidenti e amministratori sono infatti, secondo il governatore, coloro che più di tutti conoscono i problemi concreti dei territori. Da qui nasce anche l’idea alla quale Fontana sta lavorando insieme ad altri esponenti: una «associazione larga e aperta», pensata come uno spazio di confronto sui temi politici e sulle possibili soluzioni.

Tra le questioni indicate ci sono la modernizzazione dello Stato, il federalismo e una maggiore autonomia delle amministrazioni locali. Fontana insiste sulla necessità di rafforzare il rapporto con il mondo produttivo e di costruire una politica industriale capace di rispondere alle esigenze di chi lavora e crea ricchezza. Nel progetto, spiega, ci sarebbe spazio anche per discutere di diritti civili. Un’agenda ampia, dunque, che punta a riportare al centro il rapporto tra politica, territori e società.

Il governatore non nasconde che il tema riguardi anche la leadership della Lega. In un partito tradizionalmente caratterizzato da una forte centralità del leader, mettere in discussione il vertice può essere delicato. Ma secondo Fontana il Carroccio avrebbe una caratteristica che potrebbe rappresentare un vantaggio: la possibilità di costruire una leadership collettiva, valorizzando competenze e sensibilità diverse. «La Lega è diversa: può offrire una squadra forte», sostiene.

Nel ragionamento di Fontana c’è anche un richiamo al cambiamento del quadro politico e al caso di Roberto Vannacci. Il generale, ricorda il governatore, in poco tempo è passato dall’essere autore di un libro a diventare vicesegretario della Lega e poi protagonista di un cambiamento di impostazione politica. Un esempio, secondo Fontana, di quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri e di quanto sia necessario che i partiti sappiano interpretare le trasformazioni della società.

L’iniziativa dell’associazione, precisa però Fontana, non significa per ora la nascita di un nuovo partito. «Non ho la sfera di cristallo», dice rispondendo alla domanda se il progetto possa preludere alla formazione di un nuovo soggetto politico. L’obiettivo immediato è creare uno spazio di discussione e «la ricerca di soluzioni utili a tutti». Un progetto ancora aperto, dunque, mentre si avvicina anche l’appuntamento di Pontida, tradizionale momento di mobilitazione della Lega.

Proprio parlando delle radici del partito, Fontana torna sul rapporto con Umberto Bossi e sulla necessità, a suo giudizio, di recuperare una maggiore attenzione alle esigenze del Nord. La Lombardia, sottolinea, ha bisogno di velocità, competitività internazionale e risposte adeguate alle caratteristiche della propria economia. Il riferimento è anche al tema delle Zone economiche speciali, sulle quali il governatore chiede maggiore attenzione per evitare che imprese e posti di lavoro si spostino altrove.

Fontana non rinuncia infine a una critica al governo, pur riconoscendone alcuni risultati. Promuove la credibilità internazionale acquisita dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e quella finanziaria legata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ma sostiene che alcune mancate decisioni finiscano per penalizzare i territori. E torna così al punto di partenza: per la Lega, dice, il problema non è discutere, ma perdere consensi e ridurre la presenza sul territorio. Per questo, alla domanda su cosa chieda esattamente a Salvini — un passo indietro, di lato o altro — la risposta resta volutamente aperta: «Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento». E il rilancio del partito, conclude Fontana, è «una condizione prioritaria» per tutto il centrodestra.

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Ultimo Aggiornamento: 17/08/2026 08:51

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