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Santanchè tra inchieste e processi: dalla Visibilia alla bancarotta Bioera, tutti i nodi giudiziari aperti

Pubblicato: 24/03/2026 21:54

La ministra Daniela Santanchè torna al centro della scena per una serie di vicende giudiziarie che, nel tempo, hanno finito per intrecciarsi tra loro, componendo un quadro complesso che coinvolge sia la sua attività politica sia quella imprenditoriale. Dalle accuse legate alla truffa Covid fino al falso in bilancio nel caso Visibilia, passando per le più recenti ipotesi di bancarotta fraudolenta, il percorso giudiziario della senatrice di Fratelli d’Italia si muove lungo più fronti. L’ultimo sviluppo riguarda il caso Bioera, ma è solo l’ultimo tassello di una serie di procedimenti che negli ultimi anni hanno accompagnato la sua figura pubblica, alimentando un dibattito politico e istituzionale sempre più acceso.

Le indagini su bancarotta e Visibilia

L’episodio più recente riguarda l’indagine della procura di Milano per bancarotta fraudolenta legata al fallimento della Bioera, società del settore alimentare biologico di cui Santanchè è stata presidente fino al 2021. Un’ipotesi di reato che si inserisce in un filone già noto, visto che accuse simili erano emerse anche per il crac di Ki Group, altra società riconducibile allo stesso ambito imprenditoriale. Due vicende parallele che rafforzano il peso delle contestazioni sul piano economico-finanziario e che si collocano nel cuore delle attività aziendali della ministra.

Ancora più avanzato è invece il capitolo Visibilia, dove Santanchè è già imputata per falso in bilancio insieme ad altre persone. L’inchiesta riguarda presunte irregolarità contabili protratte per anni, con l’accusa di aver alterato i conti per nascondere le perdite della società editoriale da lei fondata. Il procedimento si basa anche sulle segnalazioni della Consob e sulle testimonianze raccolte in aula, che indicano una gestione accentrata delle decisioni strategiche. Un processo che rappresenta oggi il nodo giudiziario più concreto e avanzato nel percorso della ministra.

Il caso truffa Covid e i passaggi ancora aperti

Accanto ai filoni legati alle società, resta aperto anche il capitolo della presunta truffa aggravata all’Inps durante la pandemia. Secondo l’accusa, tra il 2020 e il 2021 sarebbero stati richiesti ammortizzatori sociali per dipendenti che continuavano a lavorare in smart working. Il procedimento è fermo alla fase preliminare, ma resta uno degli snodi più delicati, anche per le implicazioni politiche che comporta.

La vicenda è complicata da un passaggio istituzionale ancora in corso: il ricorso del Senato alla Corte Costituzionale su un conflitto di attribuzione con la procura di Milano. Al centro della questione c’è l’utilizzabilità di materiali come chat, mail e registrazioni raccolte durante le indagini. Un elemento che potrebbe incidere in modo significativo sull’evoluzione del procedimento e sui tempi della giustizia.

Nel complesso, tra inchieste aperte, processi in corso e udienze ancora da definire, la posizione giudiziaria di Daniela Santanchè resta articolata e in evoluzione. Un quadro che si sviluppa su più livelli e che continua a intrecciarsi con il dibattito politico, segnando uno dei casi più complessi e osservati degli ultimi anni.

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