Vai al contenuto

La caporetto di Nordio: barricate per Bartolozzi, poi l’altolà da Palazzo Chigi

Pubblicato: 25/03/2026 07:18

Roma. La giornata più lunga del ministro della Giustizia Carlo Nordio comincia con una frase che suona quasi come una resa preventiva, ma pronunciata con il tono di chi vuole mostrarsi ancora saldo. “Le sconfitte si pagano”, dice al mattino, dopo la sconfitta del referendum. Non sa ancora che quella frase diventerà il filo conduttore di una giornata che si trasformerà in una vera e propria Caporetto politica, segnata da pressioni, telefonate e un progressivo svuotamento del suo potere decisionale. Nel giro di poche ore, il Guardasigilli passerà dalla difesa a oltranza dei suoi uomini alla constatazione che le decisioni non si prendono più nel suo ufficio, ma altrove.

Il governo, colpito da quasi 15 milioni di “no”, reagisce in modo rapido e chirurgico. Il messaggio che arriva da Palazzo Chigi è netto: serve un segnale politico immediato, visibile, comprensibile anche a quell’elettorato di centrodestra che ha voltato le spalle alla riforma. Nordio prova a resistere, soprattutto per difendere la sua capo di gabinetto Bartolozzi, ma si trova progressivamente isolato. La linea non è più nelle sue mani. È una giornata che segna un cambio di fase: da ministro protagonista della riforma a figura costretta a gestire una ritirata imposta.

Dieci ore di tensione e il muro del ministero

Le ore centrali della giornata sono scandite da riunioni a porte chiuse e da un clima sempre più teso dentro il Ministero di via Arenula. Nordio tenta fino all’ultimo di salvare Bartolozzi, figura considerata intoccabile fino a poche ore prima, ma si scontra con un vero e proprio muro politico. Le telefonate con via della Scrofa prima e con Palazzo Chigi poi diventano sempre più serrate, fino a trasformarsi in un braccio di ferro. Il ministro prova a mantenere la sua linea, ma la pressione cresce e il margine si riduce progressivamente.

Nel frattempo, la mattinata televisiva segna un passaggio decisivo. Nordio si assume la responsabilità politica della sconfitta, ammette errori nella comunicazione e individua nei magistrati dell’Anm i veri vincitori della partita. Ma è la difesa pubblica di Delmastro e soprattutto di Bartolozzi a diventare un punto di rottura. “Non è in discussione”, dice, segnando una linea che poche ore dopo sarà costretto a smentire nei fatti. L’errore politico è proprio questo: esporsi troppo, troppo presto, su una posizione che non potrà mantenere.

Il diktat di Meloni e la resa finale

Nel pomeriggio arriva il momento decisivo. Il diktat della premier Giorgia Meloni, insieme al peso politico di Mantovano, impone una scelta netta: le due figure devono lasciare. Nordio prova a opporsi, arriva perfino a ventilare l’ipotesi di dimettersi, ma è una minaccia che non trova sponde. Il livello dello scontro sale, ma il risultato è già scritto. Delmastro si arrende per primo, dopo aver parlato direttamente con la premier. Più complesso il confronto con Bartolozzi, che si consuma in un faccia a faccia lungo oltre tre ore, con l’ufficio chiuso e la tensione al massimo.

Alle 19.40 arriva la nota ufficiale: Nordio resta al suo posto. Ma è una permanenza che ha il sapore della sconfitta. Il suo cerchio magico viene smantellato, la struttura di fiducia che lo accompagnava cade nel giro di poche ore. Il ministero si svuota, simbolicamente e politicamente. Al suo posto arriva un nuovo capo di gabinetto, il magistrato Corasaniti, mentre si apre uno spiraglio di dialogo con l’Anm, mediato dal viceministro Sisto. È il segno di un cambio di linea, ma anche la certificazione di una giornata in cui il ministro ha perso il controllo della partita.

La sera cala su via Arenula con un’immagine precisa: un ministro provato, più dal confronto interno che dalla sconfitta referendaria. La vera partita non si è giocata nelle urne, ma dentro il governo. E lì, Nordio, ha perso.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure